Santoro: breve storia di un fallimento a Sant’Angelo dei Lombardi

L'ex capogruppo di minoranza dopo la recente sentenza della Corte dei Conti

0
448

SANT’ANGELO DEI LOMBARDI- Per l’ex capogruppo di minoranza Nicolino Santoro questa è la “breve storia di un fallimento”. Si sta parlando della recente decisione della Corte dei Conti per cui gli ex amministratori comunali sono stati prosciolti dall’accusa di danno erariale.

«Gioire per lo scampato pericolo è giusto e normale ma sarebbe consigliabile un atteggiamento prudente anche per evitare che la tragedia si trasformi in farsa. Chi rilascia interviste su provvedimenti giurisdizionali neppure definitivi dovrebbe raccontare con esattezza cosa è accaduto nel corso degli ultimi anni, altrimenti sarebbe più saggio il silenzio».

Così Nicolino Santoro, che continua, in una nota affidata alla stampa:«È opportuno ricordare a chi festeggia che il giudizio per responsabilità amministrativa è stato promosso non da esponenti della minoranza consiliare bensì dallo Stato, ossia dalla Procura della Corte dei conti la quale, con ogni evidenza, ha ritenuto che i comportamenti di taluni amministratori e tecnici fossero censurabili. Altri sono abituati, anche per scopi intimidatori, a far ricorso ad esposti.

In estrema sintesi, secondo il Giudice di primo grado “la violazione di norme non potrebbe da sola determinare la responsabilità amministrativa”. Tuttavia, la Corte non ha escluso che, in concreto, tale violazione ci sia stata: spetterà alla Procura, con l’eventuale appello, dimostrare il pregiudizio patrimoniale subito dal Comune.

Certo, è singolare che alcuni degli amministratori coinvolti abbiano sostenuto in giudizio che il valore dell’immobile sia di € 4.544.000 quando, qualche mese prima, avevano accettato una proposta di acquisto per € 2.140.000. Ciò fa ben comprendere – o dovrebbe far comprendere, anche a chi esulta – la qualità, serietà e responsabilità di chi ha guidato e amministra ancora oggi una Comunità.

Ancora, è doveroso rammentare a chi schiamazza che l’opposizione ha il compito di monitorare il rispetto della legge vigente da parte della maggioranza, anche al fine di non incorrere in forme indirette di responsabilità: i componenti dell’opposizione devono essere “Amministratori della legittimità degli atti”.

Da parte della maggioranza occorrerebbe osservare e applicare le regole, perché amministrare non è un gioco ma un lavoro impegnativo che richiede competenze, responsabilità, dignità e soprattutto rispetto della legge, allo scopo di salvaguardare gli interessi della collettività.

Sul piano politico, il misero naufragio di un progetto indefinito è un dato incontestabile, che nessuna sentenza potrà mai cancellare».

«Ancora oggi – si avvia Santoro alle conclusioni- l’immobile che avrebbe dovuto ospitare la scuola di formazione imprenditoriale internazionale si trova in uno stato di completo abbandono ed è inutilizzabile perché il previsto intervento di ristrutturazione edilizia è stato completato soltanto per il 50%.

Stranamente, su tali argomenti non sono state rilasciate interviste, forse per evitare di mettere ancor più in risalto l’inadeguatezza di chi ha concepito un progetto irrealizzabile e poco chiaro anche ai magistrati contabili.

Le gravi violazioni amministrative rilevate dalla magistratura contabile, anche se dovessero comportare in futuro una condanna definitiva a risarcire il Comune, non ripagherebbero mai il danno subito dalla collettività a causa del fallimento di un’iniziativa disastrosa. Si può cantare vittoria per questi risultati? Soltanto grazie al magico potere del fallimento».