«Senza fare “ammuina”, il Governo reperisca i fondi per il Polo logistico in Ufita»

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Polo logistico e stazione Hirpinia, un binomio imprescindibile. L’associazione culturale “La Voce di Aeclanum”, il cui presidente è Francesco Cassano, ha ritenuto opportuno presentare, al Comune del Tricolle, osservazioni in merito alla variante al Puc. E lo fa partendo dalla storia recente.
“La stazione senza il polo logistico non ha ragione di esistere – scrivono dall’associazione – e, in tal senso, i comuni limitrofi, il Consorzio ASI, Confindustria e le Organizzazioni Sindacali  nel mese di marzo 2021 hanno sottoscritto un protocollo di intesa da presentare al governo per realizzare una piattaforma logistica in Valle Ufita. Il Protocollo è il risultato di un lavoro di concertazione e coesione che è stato concepito e realizzato dagli attori del territorio mediante un’intensa interlocuzione tra i vari livelli di Governo, tutti ben consapevoli che la Stazione manifesterà completamente la sua funzione solo se interconnessa con una piattaforma logistica intermodale che possa consentire lo scambio gomma/ferro.”
In questa prima ricostruzione si fa riferimento alle finalità del progetto Stazione Hirpinia e Polo logistico “a ridosso delle aree industriali per lo scarico e lo stoccaggio delle merci, valorizzando finalmente l’area della Zona Economica Speciale di Flumeri che, naturalmente, si configura quale retroporto dei Porti di Napoli e Salerno e favorire nuovi insediamenti nelle aree produttive di Sturno, Frigento e Ariano Irpino. Quest’opera e le infrastrutture di collegamento, dovranno essere inserite, al pari della Stazione Hirpinia, nel Recovery Plan. Uno degli effetti positivi sarà senza dubbio la ripopolazione del territorio”. Poi tutto il capitolo relativo ad agevolazioni, incentivi, finanziamenti previsti per le aree industriali ricadenti nelle Zes.
Fatta la premessa, l’associazione entra nel merito delle osservazioni presentate alla variante al Puc di Ariano Irpino: “La variante non può riguardare solo il comune di Ariano in quanto la stazione Hirpinia interessa tutti i comuni limitrofi, a dir poco andava redatto un piano urbanistico intercomunale anche in previsione della redazione del Masterplan già approvato, ultimamente, dalla Regione Campania e, soprattutto, con la prospettiva di generare uno sviluppo policentrico del territorio”.
 Ancora, “La variante è in contrasto con il D.M. 492/2021 che prevede il finanziamento del polo logistico nella Zona Zes di Valle Ufita attigua all’area ASI e a circa 4 Km. dalla stazione. E’ in contrasto soprattutto per l’infelice ubicazione in una zona agricola acquitrinosa perché ubicata tra due fiumi Ufita e Fiumarelle e probabilmente in contrasto con le indagini geologiche, geognostiche e geotecniche e senza indicazioni di eventuale microzonazione sismica. Indagini che non vengono mai menzionate nella stesura della variante e che dovevano essere il fulcro della variante stessa. Nel sentire qualche tecnico, specializzato e informato sull’area in questione, ci vorrebbero le “palafitte”, interventi di costose e generalizzate palificazioni fondali, e questa è una delle ragioni per cui sono, evidentemente, lievitati a dismisura i costi a sentire RFI.
E’ una scelta a dir poco scellerata e se andrà in porto perderemo l’ultima occasione di sviluppo per la valle dell’Ufita in quanto le industrie non troveranno più convenienza a investire nella zona Zes se si persevera nell’errore di rendere attrattiva tale zona.
Al riguardo è utile ribadire che i fondi del PNRR devono rispettare tempi e modalità di esecuzione in quanto rientrano nel programma di investimenti che l’Italia ha presentato alla Commissione europea nell’ambito del Next Generation EU.
A tutt’oggi risulta che in sedici mesi (otto mesi di complicità dei due governi) il soggetto attuatore RFI (Italferr) è inadempiente perchè non ha presentato alcun progetto, non si potrà indire la gara e di conseguenza non potranno iniziare i lavori entro il 31 dicembre 2023.
A questo punto si corre davvero il rischio che i 26 milioni ci verranno tolti, considerato i ritardi che si sono accumulati in questi mesi. La richiesta delle forze politiche, sindacali e padronali persevera nell’errore che è quello di voler continuare la tiritera con RFI che vorrebbe realizzare una piattaforma logistica per un importo lievitato, circa 90 milioni di euro (stime RFI), come se niente fosse accaduto in questi mesi.
 Nelle osservazioni si ricorda che il finanziamento di 26 milioni concesso dal governo Draghi è vincolato alla Zona Zes di Valle Ufita come è stato chiesto dall’intesa delle forze istituzionali e associative e rispecchia appieno le esigenze del territorio.
Per concludere, “il futuro occupazionale del territorio è legato agli investimenti delle industrie private attratte dagli ulteriori servizi da realizzare con i citati finanziamenti. I benefici destinati alle imprese che scelgono di insediarsi in una ZES non sono solo di carattere economico, ma sono accomunati dagli obiettivi politici di attrarre investimenti diretti esteri (IDE). Se il governo tiene a cuore, come tutti noi, le sorti di una piattaforma logistica integrata reperisca i fondi occorrenti senza fare “ammuina”. Noi non andiamo con il cappello in mano da nessuno” .