Si comincia davvero male 

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Si comincia male. Si comincia, in questa campagna elettorale, all’insegna dello scontro tra persone, senza partiti credibili e con il tradimento del mandato di rappresentanza, sin qui svolto dai parlamentari uscenti. Si comincia con Giordano contro Todisco e viceversa, De Mita contro De Mita, De Luca contro D’Agostino, De Caro contro Famiglietti e così via.

Fino alla prima scrematura delle candidature (17 gennaio) e alla loro definizione (23 gennaio) sarà purtroppo così. Si comincia all’insegna del trasformismo senza pudore, con la faccia di bronzo. Con il Pd in svendita per garantire la candidatura agli alleati e i democrat che protestano di fronte alla snaturata identità del partito. Il valore della coerenza è mortificato da logiche nepotistiche e clientelari. Riaffiorano vecchi disegni egemonici, patti scellerati che hanno consentito, e consentono, di sprecare risorse pubbliche per fini personali. C’è chi s’indigna rispetto a tutto questo, senza ottenere risultati.

Ci si chiede: come si può governare un’istituzione senza mai avere avuto il consenso elettorale e quando pure si è misurati ha collezionato sonore sconfitte? Come si può dare credito a chi, saltellando da partito in partito, si ritrova sempre dove il piatto è pieno? E’ veramente questo che vogliono gli irpini onesti, coloro che sudano e spendono la propria vita difendendo quei pochi ideali che ancora resistono? Non è forse questo il momento di ritrovare la propria dignità e sbarazzarsi di qualche mestierante della politica che illude i giovani dopo averli utilizzati?

In Irpinia oggi è l’ora di affermare il valore della questione morale, di liberarsi da padrini e padroni che hanno usato il consenso elettorale per arricchirsi e fare arricchire i loro servi. Lo scontro tra persone contiene tutto questo ed è figlio di chi ne ha fatto strumento di sopraffazione. L’Irpinia trovi la forza e il coraggio di chiudere questa storia negativa.

di Gianni Festa edito dal Quotidiano del Sud