Si riapre la stagione delle vertenze: Asidep, “promesse non mantenute”

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Si riapre la stagione delle vertenze. Una di queste riguarda l’Asidep, che si è fermata ma potrebbe riaprirsi all’improvviso.” Non si è fermata- dice Giuseppe Zaolino, segretario provinciale della Fismic Confsal-ma siamo invece punto e a capo”. Per sottolineare che, la questione che riguarda i 54 lavoratori della depurazione irpina può scoppiare di nuovo. E più forte delle altre volte.

Anche se “la responsabilità” dei metalmeccanici ha impedito, almeno tre volte, che restasse davvero fermo il ciclo di produzione delle aziende del cratere. In quanto gli scioperi proclamati, sono stati poi revocati per le promesse non mantenute dei dirigenti Asi e Asidep. E i due mesi di proroga chiesti da Pasquale Pisano, prolungamento accettato dal Tribunale di Avellino, per l’affidamento ad Asidep potrebbero non bastare. Perché è stato sostituito, con un’altra risorsa interna della partecipata il responsabile del Rup andato in pensione.

Il tempo per rileggere tutte le carte del dossier forse potrebbe non bastare. E i lavoratori, che hanno ricevuto una piccola parte degli stipendi arretrati, ma non la tredicesima, stavolta stanno per perdere la pazienza. Sono, infatti, decisi ad incrociare le braccia: ma, stavolta, senza ripensamenti mettendo in crisi l’intero apparato industriale del cratere. In vista di un anno che segnerà definitivamente i destini della depurazione in provincia di Avellino, con nuovi investimenti.

Ci si era lasciati, il 15 novembre in Prefettura, con la promessa del pagamento degli arretrati e l’intesa, con Asi, dell’affidamento di dodici mesi ad Irpiniambiente ma non c’è niente di nuovo. Se le bocce resteranno ferme è facile immaginare un altro sciopero ad oltranza. Mentre è ancora una incognita l’individuazione del nuovo soggetto gestore, che sarà impegnato a rilanciare e riorganizzare il sistema della depurazione, rimettere in sesto i bilanci oggi fortemente in perdita, il servizio alle imprese. Un’altra ipotesi, rilanciata dai sindacati, potrebbe essere quella del commissariamento dell’Asi e, quindi, del presidente Pasquale Pisano.

” Bisogna prendere coscienza, Prefettura, Regione, i sindaci del comitato dell’Asi-conclude Zaolino-ed essere determinati prima che, stavolta, i lavoratori scendano sul piede di guerra. E stavolta non li fermerà più nessuno”.

Giancarlo Vitale