Sindrome di Usher, Benny Molaro: non mi sono mai arreso

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Racconta la sua storia Benedetto Molaro, per gli amici Benny, 33 anni di Tufino, in provincia di Napoli. Lo fa in occasione della Giornata Mondiale della sindrome di Usher da cui è affetto. Diplomatosi presso l’istituto professionale Galileo Ferraris, non nasconde la sofferenza legata alla malattia. “Ho scoperto – spiega – la malattia 16 anni fa, la mia paura è stata quella di perdere la vista. All’inizio credevo che non ci fosse un futuro per me, non volevo fare più nulla, ho ripreso la mia vita in mano grazie alla Fondazione Telethon nel 2014 e 2015 quando su Rai1 ho potuto raccontare la mia storia. Ho poi partecipato a un cortometraggio del regista Roberto Itri, dal titolo “Semplicemente Eroe”, disponibile su youtube, in cui il regista raccontava la mia storia”. A dargli forza il confronto con gli altri, l’impegno costante nel sociale: “Ho capito che dovevo reagire affrontando le mie paure. Ho conosciuto Telethon che mi ha sostenuto durante il mio cammino di crescita, insegnandomi ad abbattere le mie insicurezze perché non bisogna mai arrendersi davanti alle difficoltà”. All’inizio del 2020 una nuova sofferenza con la perdita di un fratello affetto Fibrosi Cistica, all’età di 28 anni. Era attore di teatro, da una piccola parte a ‘Un posto al sole’ all’impegno con la compagnia Mela, nel 2015 aveva anche partecipato ad una trasmissione televisiva ‘Storie Vere’, raccontando la sua storia. il suo idolo sempre stato Alessandro Siani sognava una piccola parte con lui. Nel suo ultimo messaggio, postato la notte di San Silvestro, ha scritto “Il leone è ferito, ma non è morto”. Era in cura al Policlinico Umberto I Roma presso L’unità Operativa Fibrosi Cistica diretta dal dott Giuseppe Cimino. E’ anche in sua memoria che porto avanti progetti a nome dei fratelli Molaro”