Strage dell’Acqualonga, in aula gli avvocati chiedono la conferma delle assoluzioni

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Strage acqualonga,  si sono svolte  oggi davanti al collegio della Seconda Sezione Penale di Appello di Napoli  arringhe difensive per gli imputati, tutti riferiti ad Autostrade per l’Italia, che in primo grado erano stati assolti dal Tribunale di Avellino.

Oggi è stato il giorno degli avvocati Danilo Cilia per Marco Perna, assolto in primo grado, gli avvocati Elio Palombi e Mauro Iodice per Antonio Sorrentino e Michele Maietta anche loro assolti in primo grado e l’avvocato Edoardo Volino per Massimo Fornaci, anche lui assolto in primo grado. Chiesta, ovviamente, la conferma della sentenza emessa nel gennaio 2019 dal giudice monocratico di Avellino. A chiedere la riforma della sentenza di primo grado è stato l’avvocato Appella, difensore di Giulio Spadavecchia. Come è noto, nell’udienza del 4 maggio 2023, il sostituto procuratore generale di Napoli, Stefania Buda, ha chiesto la condanna di tutti i vertici di Autostrade assolti in primo grado, a partire dall’ex ad Giovanni Castellucci. La prossima udienza, adesso, è attesa per il 29 giugno 2023.

La Strage dell’Acqualonga avvenne la sera del 28 luglio 2013: lungo l’autostrada A16, nel territorio del Comune di Monteforte Irpino, un bus precipitò dal cavalcavia a causa della rottura del giunto di trasmissione con conseguente rottura dell’impianto frenante. Su di esso, viaggiavano turisti di Pozzuoli, di ritorno da una giornata trascorsa a Telese Terme e Pietrelcina. Il bilancio fu drammatico: 40 vittime e 8 feriti. In primo grado furono condannati Gennaro Lametta e Antonietta Ceriola a 8 anni di reclusione. Furono, invece, condannati a sei anni di reclusione i dirigenti di Autostrade, Gianluca De Franceschi e Nicola Spadavecchia, Paolo Berti e Gianni Marrone, furono condannati a 5 anni e 6 mesi, Michele Renzi e Bruno Gerardi, furono condannati a 5 anni. Assolto l’ex amministratore delegato della concessionaria, Giovanni Castelucci, oltre al dirigente generale di Autostrade, Riccardo Mollo, e i dipendenti Michele Maietta, Massimo Fornaci, Marco Perna e Antonio Sorrentino e Vittorio Saulino della Motorizzazione di Napoli.