Sud, senza una vera strategia

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L a Svimez (associazione per lo sviluppo industriale del Mezzogiorno) martedì a Napoli presenterà il suo rapporto sulla condizione del Sud d’Italia. Da alcune anticipazioni emerge che il divario Nord- Sud continua a crescere nonostante le previsioni del governo inducano all’ottimismo. Tra dati Svimez e azione del governo si inseriscono i numeri dell’Istat che evidenziano non solo un aumento del divario, ma una preoccupante situazione riferita alla povertà nel Mezzogiorno, mentre dilaga la piaga della droga e l’usura occupa i primi posti nell’economia criminale. Sembrerebbe, inoltre, non essere sufficiente per un reale riscatto meridionale neanche l’intervento previsto del Pnrr che, proprio nel Sud, accusa notevoli ritardi, facendo registrare una confusione di progetti senza strategia. Non si discute l’impegno della ministra per il Sud Mara Carfagna che ha il merito di aver riportato alla ribalta la questione meridionale, aggiornandone criticità e lavorando su una prospettiva di rinascita. Da sola, però, non va da nessuna parte. Senza i meridionali, intesi come popolo e classe dirigente, ogni impresa diventa vana. Essendo il Mezzogiorno questione antica e complessa esso ha necessità di uno impegno straordinario e di intenti comuni tra le regioni del sud. Che non c’è, considerato che ciascun governatore ha una visione frammentata e particolare del proprio territorio di appartenenza. Come mai, mi chiedo, non si è pensato di dare vita ad una cabina di regia meridionale per il Sud, accentrando invece tutti i poteri nei vertici nazionali? In assenza di questo riferimento si torna, a mio avviso, al mai smesso malcostume clientelare. Si continua, cioè, con la parcellizzazione dei progetti ripescati, mai conclusi e in attesa di essere completati. Danaro che passa per la volontà dei boss politici locali, spesso in combutta con i rappresentanti del malaffare, disperdendo il valore strategico che può venire dalle grandi opere infrastrutturali. Come avvenne nella prima fase della Cassa per il Mezzogiorno. Oggi, invece, con il Pnrr sud si sta perdendo un’ altra occasione storica.

di Gianni Festa