“Sulle politiche e i beni culturali, no all’ennessimo carrozzone”, l’opposizione attacca

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Il Sindaco Gianluca Festa, nelle sue prime uscite pubbliche, ha schiacciato il piede sull’acceleratore per la realizzazione di una fondazione che assumerebbe il controllo delle strutture culturali della città (Villa Amendola, Teatro Gesualdo, Eliseo, Casino del Principe, Dogana). Addirittura ha annunciato che non verrà nominato un assessore alla cultura e che lui stesso manterrà la delega per lavorare a stretto contatto con il super consulente, e proponitore della proposta, Baffi. “Non parlatemi di Cda sa di vecchia politica”, questa la dichiarazione del sindaco rilasciata ai cronisti. Ma proprio questo è secondo noi  è un punto cruciale: perchè costruire una nuova partecipata pubblica? Che senso ha costruire una mega fondazione per gestire la totalità dei beni culturali pubblici della città? Perchè utilizzare un soggetto di diritto privato a cui affidare la totalità delle strutture? Che controllo democratico sarà possibile esercitare su una siffatta fondazione? E infine ci chiediamo: perchè demolire l’importantissimo lavoro fatto dal comitato per l’Eliseo negli ultimi anni sullacreazione di una fondazione di partecipazione per l’ex Gil ? Eppure alcuni esponenti della maggioranza sono stati fondamentali nelle scorse legislature per incardinare un percorso innovativo che avrebbe ridato lustro ad una struttura così importante per la nostra città. Non sfuggirà a nessuno la differenza tra sperimentare un modello di “fondazione di partecipazione” all’interno di una singola e fondamentale struttura e l’appaltare la totalità dei beni e le politiche culturali ad un ente terzo di nuova creazione che sostituirebbe di fatto il lavoro di un assessorato.

“Noi crediamo che gli edifici storici e i luoghi culturali della città siano un bene comune, uno spazio in cui i cittadini possano riappropriarsi del proprio patrimonio storico ed identitario rielaborandolo in una funzione di promozione culturale e sociale con meccanismi partecipativi trasparenti, chiari, con referenti certi all’interno di cariche istituzionali elette.” dichiara Francesco Iandolo, prossimo consigliere comunale di Avellino Prende Parte “ La funzione di programmazione culturale è un fondamentale esercizio democratico all’interno di un’amministrazione, che necessita un assessore competente e la possibilità di intervenire all’interno del consiglio comunale. Nel momento in cui viene affidato tutto ad una fondazione di nomina pubblica, che possiblità avranno i cittadini e i consiglieri di contribuire alla programmazione culturale?

Su questa proposta, cruciale per il futuro della città, ci faremo sentire fin da subito coinvolgendo i cittadini e le cittadine avellinesi, le associazioni culturali e quanti vorrano immpegnarsi nell’apertura di un dibattito pubblico in grado di indirizzare le politiche culturali della città su un binario inclusivo, democratico, popolare in grado di rimettere al centro il valore dei beni comuni.
Comunicato stampa