Tentato omicidio Liotti, processo di Appello da rifare per Volzone

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ll processo a Danilo Volzone per il tentato omicidio di Francesco Liotti torna in Appello. Cosi’ hanno deciso i giudici della I Sezione Penale della Corte di Cassazione, che hanno accolto l’istanza delle difese escludendo le aggravanti della premeditazione e del metodo mafioso contestate a Volzone, condannato prima dal Tribunale Collegiale di Avellino e successivamente dai giudici della VI Sezione Penale della Corte di Appello di Napoli a 14 anni di reclusione.

Nel marzo del 2022, dopo quasi due anni dall’agguato in pieno giorno in via Visconti ad Avellino, è giunta la sentenza di primo grado per il tentato omicidio di Francesco Liotti. Danilo Volzone è stato condannato a 14 anni di reclusione dai giudici del tribunale di Avellino. L’accusa verteva sul fatto che Volzone avesse sparato sei colpi di pistola a distanza ravvicinata contro Liotti, colpendolo una sola volta alla mandibola. Liotti miracolosamente si salvò, cercando anche di rispondere al fuoco durante la fuga.

Adesso, la Corte di Cassazione ha annullato due circostanze aggravanti: quella del metodo mafioso e quella della premeditazione. Di conseguenza, adesso si tornerà dinanzi alla Corte d’Appello con una nuova sezione, poiché sorge un problema riguardante l’utilizzabilità delle intercettazioni acquisite in un procedimento per droga e confluite nel processo per il tentato omicidio di Francesco Liotti. L’imputato è difeso di fiducia dall’avvocato Gaetano Aufiero e dall’avvocato Alfonso Furgiuele.

Il processo sul tentato omicidio

Le indagini condotte dagli inquirenti, principalmente basate sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza, portarono all’arresto di Volzone qualche mese dopo la sparatoria. Secondo i magistrati della Dda di Napoli, l’agguato a Liotti faceva parte di una faida criminale tra le famiglie Volzone e Liotti, una rivalità che perdurava nel tempo con una serie di atti intimidatori reciproci. Secondo il procuratore antimafia Anna Frasca, Liotti e Volzone stavano contendendo il controllo territoriale per lo spaccio di stupefacenti, riempiendo il vuoto lasciato in città dopo gli arresti del Nuovo Clan Partenio.

Durante la sua requisitoria, la Frasca aveva richiesto 15 anni di carcere per Volzone, contestando non solo il tentato omicidio ma anche l’aggravante del metodo mafioso, sottolineando il rapporto di parentela tra Volzone e Damiano Genovese, figlio dell’ex boss Amedeo e detenuto in carcere per l’inchiesta delle aste giudiziarie, considerato anche lui affiliato al Nuovo Clan Partenio.