Terremoto, “39 anni dopo così tanta incompiutezza”

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“Memoria” e “ricordo” sembrano parole affini ma in realtà hanno sfumature di accezione …la prima e’ associata ad una serie più ordinata di capacità di acquisizione di dati, la seconda si arricchisce della forza delle emozioni che riconducono al cuore… Quando vi fu quella scossa di terremoto, che ha cambiato la vita di tanti, ero un bimbo di sei anni in una serata a casa di amici, ma ebbi subito il timore che si potesse spezzare il legame con persone care per un evento imprevedibile…Per il terremoto ho sperimentato disagi di notti in macchina ,turni pomeridiani a scuola,avendo la percezione di vite se non spezzate di certo alterate…Ancora oggi a 39 anni dal terremoto sembra davvero inspiegabile che nella nostra città vi sia tanta “incompiutezza” e forse proprio per questo mi è naturale affiancare Massimo Passaro e gli amici dei Cittadini in movimento perché avrei tanta voglia di una città “completa” in cui ciascuno, come in un puzzle, riuscisse a completare la vita degli altri.

Mi ha colpito un passaggio dell’omelia di Monsignor Aiello:”Il sisma dell’80 fu drammaticamente imprevedibile ma fu anche un momento di condivisione e solidarietà perché la condizione di disagio era comune ed avvicinava le persone”. Se la messa di stasera e’servita ad avvicinare nella preghiera e nel ricordo gli Avellinesi, sono contento di aver contribuito a trasformare quel sussulto sismico di 39 anni fa in un sussulto di emozioni…. A Monsignor Aiello va la gratitudine più profonda per non stancarsi mai di ricordare alla comunità avellinese che si costruisce solo con la forza dell’amore disinteressato, nell’esercizio di libertà che non escludono responsabilità.Come ebbe a dire l’ amato Pertini:” Qui non c’ entra la politica…qui c’entra la solidarietà…” ed in quei giorni nacque quel ” fate presto” che vale ancora oggi…Facciamo presto e bene per la nostra Irpinia!

Pellegrino Caruso