Tra pandemia e crisi di governo

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Con il virus che ricomincia a correre e a mietere vittime e la paura del contagio che aleggia su molti, specie anziani, e una campagna di vaccinazione di massa che stenta a decollare con la necessaria rapidità che l’emergenza richiese, minacciare una crisi di governo con il rischio di mandare il Paese allo sbando e fomentare possibili agitazioni sociali quando termineranno fra qualche mese, le protezioni sociali, è pura follia che solo una mente di un irresponsabile può concepire Ma le responsabilità sono anche di chi ha mandato Renzi allo sbaraglio e ora stenta a fermarlo: del  PD che ancora cincischia e dei poteri forti che non vedono l’ora di mettere le mani sui 209 miliardi del Recovery fund. La pandemia e le migliaia di morti non hanno insegnato nulla ai nostri politicanti improvvisati che continuano fare la politica di sempre come se i problemi, che purtroppo sono complessi e seri, si risolvessero sostituendo Conte, rafforzando se stessi e giocando a fare i primi della classe.

Tutta l’attenzione dovrebbe, invece, essere dedicata – senza perdere un minuto- alla preparazione e approvazione in Parlamento, del piano di sviluppo da presentare alla Commissione europea per cominciare ad avere i fondi e alla campagna di vaccinazione già cominciata che dovrebbe essere fatta nel più breve tempo possibile se vogliamo fermare questa orrenda pandemia. Abbiamo a disposizione già due vaccini, e altri se ne aggiungeranno presto m le dosi sono in numero ancora insufficiente per poter vaccinare il 70% della popolazione per stare sul tranquillo. Arriveranno nei prossimi mesi 40 milioni di dosi Pfizer (470.000 alla settimana) e 1.300.000 di Moderna nei prossimi tre mesi. Ne occorrerebbero 80 milioni (2 dosi per ciascun vaccinando). I problemi aperti sono pertanto il reperimento delle altre dosi occorrenti e un piano di vaccinazione di massa da farsi in due o tre mesi. Le precedenze sono già stabilite: prima gli operatori socio-sanitari, poi gli anziani ospiti nelle case di riposo, poi, a seguire, gli ultra ottantenni, gli ultra settantenni e via via tutti gli altri. Il vaccino è gratuito ma non obbligatorio, anche se bisognerà convincere, anche con misure punitive, il maggior numero di persone possibile, specie quelle che per il cui lavoro sono a contatto con il pubblico. Il Governo assicura che per il 15 giugno saranno sottoposte a vaccinazione 15 milioni di persone. Sono poche. Per quella data la vaccinazione dovrebbe essere completata.

Per fare il più in fretta possibile bisognerebbe coinvolgere tutte le strutture sanitarie esistenti sul territorio, a cominciare dai medici di base che hanno la competenza, le liste dei pazienti, e l ‘organizzazione collaudata. Certo dovrebbero essere pagati a parte per questo lavoro supplementare, ma non ci sarebbero soldi spesi meglio. Pare invece che si rifiuta chi si offre volontario nella convinzione che le strutture messe in campo, alle quali si aggiungerebbero altre 22.000, tra medici ed infermieri siano ritenuti sufficienti. Noi non lo crediamo e pensiamo, invece, che bisognerebbe bruciare i tempi e non sovraccaricare ancora di più gli ospedali che sono quasi al limite. Su questo si dovrebbe discutere e sul piano di sviluppo da presentare alla Commissione europea nel prossimo mese di febbraio. Invece stiamo a a discutere sul Conte ter, di Renzi che vuol far fuori Conte, su un possibile ricorso alle urne e con una possibile vittoria del sovranismo. Oltre alla pandemia neanche la lezione americana aprire gli occhi a chi ostinatamente li tiene chiusi e. per di più, si ritiene uno statista!

Stiamo assistendo, invece, ad uno spettacolo deprimente cui, purtroppo, la stampa, i social e le televisioni rivoltano ogni giorno ed ogni ora un brodo sempre più maleodorante.

di Nino Lanzetta