Trasferimento del Tribunale di Avellino, Mancino frena

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Per il trasferimento del Tribunale di Avellino da piazza d’Armi a Viale Italia presso l’ex ospedaleMoscati sorgono non poche difficoltà. L’intesa di massimatra ilsindacoFotie ildirettore generale dell’azienda ospedaliera “Moscati” Angelo Percopo, nonterrebbeconto del problema della sicurezza. «Ho avuto un incontro con Foti – dice l’ex presidente del Senato, Nicola Mancino – al quale ho consegnato dati di memoria molto importanti sulla reale situazione dello stabile di Viale Italia». Mancino ha fatto riferimento al dopo terremoto,quando si progettò, realizzandola, la sopraelevazione di due piani dell’ex Moscati. «La buonanima del ministro per il Mezzogiorno, Salverino DeVito, – ricorda il presidente Mancino- da me sollecitato, chiese una relazione al docente universitario prof Giliberti sulla stabilità dell’edifi cio.Nella relazione che fu redatta poco tempo dopo veniva detto della precarietà dell’edi ficio, anche in considerazione della zona ritenuta altamente sismica. Per questa ragione Salverino De Vito fece stanziare dal ministeroda lui guidato un contributo di 150 milionida destinareallacittà ospedaliera che inquegli anni era in costruzione». In realtà il motivo del trasferimento del Moscati daviale Italia subì un’accelerazione proprio per la previsione fatta dal prof. Giliberti. Il presidente Mancino ha voluto consegnare questa memoria storica a Foti, avvertendolo che il trasferimento del tribunale nella struttura dell’ex Moscati nonè,senza irelativiaccorgimenti,una buonaipotesi. «Si può anche essere favorevoli -aggiunge Mancino – utilizzando parte delle strutture costruite negli anni successivi, ma resta incombente il pericolo del corpo centrale dell’ex Moscati».La questione è aperta. Foti avrebbe rassicurato Mancino che prima della decisione definitiva saranno fatte delle perizie necessarie per rendere possibile l’eventuale trasferimento. Perora ildibattito èaperto e le questioni da affrontare non sono poche. Ma i recenti avvenimenti tragici di Ischia invitano alla riflessione. L’intesa di massima Comune-Azienda ospedaliera c’è. L’Aslha fatto sapere di non essere interessata ad occupare l’ex Moscati. La relazione Giliberti resta un macigno.