Un futuro tutto da costruire

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Alcuni avvenimenti significativi della settimana scorsa, tra cui la vittoria del calcio italiano alla Coppa Europea, hanno contribuito a farci alzare lo sguardo verso il futuro dopo la diffusa paura della pandemia, le sofferenze, la morte di persone care e tante restrizioni relazionali. Periodo , quello pandemico, che ci ha fatto percepire  l’assottigliarsi della speranza per il futuro di cui , pensatori credibili e filoni comunicativi accreditati,avevano ricorrentemente auspicato la fine. Attualmente sembra che il futuro si riprenda la scena. Ed è  una ripresa  sostenuta concretamente dai primi fondi europei in  arrivo che sono, ormai, percepiti come  un valido investimento per lo stesso futuro , Sul fronte della campagna vaccinale i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Conseguentemente tutti dovranno concorrere  ad  offrire i vaccini necessari ala popolazioni più povere della Terra. Ci sono anche segnali incoraggianti sul piano della ripresa economica .Ma quale futuro ci attende veramente? E, soprattutto, quale futuro vogliamo concretamente costruire facendo tesoro dell’esperienza drammatica della pandemia globale ?Una risposta credibile ci viene da Papa Francesco che, ripetutamente, ha affermato che dalla pandemia si uscirà migliori o peggiori di prima perché nulla sarà come prima e gli uomini e le donne del nostro pianeta saranno i primi ad avvertire questo colossale stravolgimento dei vecchi equilibri. Separtiamo dal convincimento ,da piu’ parti  ribadito’ che non ci si salva da soli, non solo dalla pandemia, ma anche dalla crisi ecologica i cui effetti catastrofi hanno interessato la  Germania e mezza Europa. possiamo responsabilmente ipotizzare che dalla pandemia possiamo uscire come persone migliori di prima. Conseguentemente dobbiamo offrire i vaccini necessari alle popolazioni più povere della Terra ed a promuovere provvedimenti di portata internazionale per evitare la sottrazione di una casa a chi vi abita da decenni, in nome di non ben specificati e precedenti diritti, ignorando il pericolo di accendere una miccia sociale dagli effetti facilmente prevedibili. I pericoli globali hanno creato un destino comune per tutto il tessuto umano ed ecologico del pianeta: basta pensare alla moltiplicazione delle armi nucleari, delle armi chimiche ed informatiche. C’è quindi bisogno di un pensiero e di una consapevolezza nuova come una visione attiva per costruire concretamente un ordito di solidarietà e di soluzioni alternative e razionali.   Su versante del dibattito politico italiano assistiamo ,epurtroppo, alle solite e deplorevoli sceneggiate autoreferenziali , sempre caratterizzate da continue accuse agli avversari che diventano nemici, in un clima di totale ignoranza della domanda di rinnovamento sociale e civile che proviene dal paese reale. Paese reale, ancora capace di fare memoria del passato, con testimonianze significative di responsabilità e di fiducia in un futuro affrancato dalla paura e dallo scoraggiamento, orientato all’impegno e alla speranza.

di Gerardo Salvatore