Un piano concreto per Next Generation Eu in Irpinia. Intervista a Claudio Petrozzelli

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Di Matteo Galasso

A seguito della conferenza organizzata da Controvento, APP e 6000 Sardine, che aveva lo scopo di stillare una serie di punti che possano direzionare la gestione dei fondi Europei Next Generation Eu, destinati alla Provincia di Avellino, incontriamo Claudio Petrozzelli, uno dei relatori e riferimento provinciale dell’associazione 6000 Sardine.

Buonasera Claudio: come è nata questa iniziativa, qual è stato il suo obiettivo?

Questo incontro è un’iniziativa dell’associazione Controvento, alla quale anche noi Sardine, insieme ad Avellino Prende Parte, ci siamo associati, portando le nostre idee e opinioni. Ci siamo divisi in sei gruppi di lavoro e abbiamo elaborato delle proposte e delle visioni per un’Irpinia del futuro. Non essendoci ancora un piano ben definito a livello nazionale ci siamo limitati a dare una visione programmatica orientativa e delle linee guida generali. L’obiettivo è di portare questi spunti per instaurare un dibattito utile a gestire i fondi in maniera proficua.

Quali sono stati gli spunti principali ricavati da questa conferenza?

Ciò che abbiamo ribadito maggiormente è che questo piano di ripresa è un’occasione decisiva per lo sviluppo del nostro territorio. I fondi che arriveranno potranno innanzitutto portare a termine progetti già esistenti e mai ultimati per mancanza di risorse economiche. È necessaria, però, una visione a lungo termine che intercetti i processi di questa trasformazione ad ampio raggio, garantendo una partecipazione pubblica e partecipativa a livello collegiale: questi interventi potrebbero essere decisivi e apportare dei cambiamenti significative sulla popolazione locale. Sono necessarie grandi opere, infrastrutture e progetti utili alla comunità. È necessaria una capacità di esecuzione dei lavori che superi queste retoriche di incompetenza e ritardi.

Con quali realtà sociali e politiche collaborerete?

Alla stesura del documento hanno partecipato diverse realtà associative locali. Ad esempio in uno dei tavoli di lavoro, Una nuova verde Irpinia, erano presenti delegazioni di Legambiente e del Comitato acqua bene comune. Presenteremo il nostro lavoro a tutte le realtà territoriali: dal mandamento all’alta Irpinia. Ci interfacceremo anche con le segreterie provinciali dei partiti, i consiglieri regionali, i deputati di riferimento.

 

Lei è anche referente provinciale delle 6000 Sardine: a ridosso degli ultimi avvenimenti, in che modo si propongono di dialogare con il Partito Democratico?

Al contrario di come molti hanno interpretato erroneamente, vorrei chiarire – nel rispetto soprattutto di tesserati, militanti e amministratori che dal basso fungono da motore del partito – che questo vada cambiato dall’interno: non sono certo i componenti delle Sardine a poter risolvere i problemi di un partito al quale non sono neanche iscritti. Quello che le Sardine vogliono fare è costruire un dialogo con il PD, essendo il principale partito del centro-sinistra italiano, per capire se il sistema di alleanze con la sinistra più radicale e il MoVimento 5 Stelle possa coinvolgere anche i territori, sperimentandolo magari a partire dalle prossime amministrative. Insomma, l’obiettivo è quello di allargare ad altre forze per costituire una vera e propria federazione: solo unendosi è possibile contrastare la destra sovranista.

A chi è esteso l’invito delle 6000 Sardine a prendere parte alla federazione del centro-sinistra unito, partendo anche dai territori?

Questo invito fatto al PD è ovviamente esteso a tutte le forze progressiste del Paese. Sono incluse tutte le forze che provengono dalla società civile e dal mondo dell’associazionismo e del civismo.

Qualche esempio?

I più rilevanti a livello nazionale sono sicuramente PSI, Sinistra Italiana, Articolo Uno e Verdi. Inoltre, una parte significativa dell’elettorato del MoVimento 5 Stelle si rivede sicuramente in molti ideali della sinistra ambientalista. Al suo interno vi sono delle sensibilità vicine ai temi sociali e locali: questo può spingere gli altri partiti a coinvolgerli nell’alleanza.