Una città sotto assedio

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Parcheggi e legalità: intorno a questo binomio si sta consumando una delle pagine più tristi della città di Avellino. Un consiglio comunale. Ormai senza orgoglio, assediato da chi invoca il rispetto delle promesse fatte e non mantenute. Scene disgustose di consiglieri che abbandonano l’aula nei momenti più delicati e un sindaco che rinvia ad altri il da farsi, forse per timore, o anche per grazia ricevuta. La città è assediata in questa storia antica che riaffiora ogni qualvolta c’è la legalità da affermare. Ragione e torto si mescolano in una vicenda che viene da lontano. Dentro la quale si trova una stratificazione a volte coniugabile con il voto di scambio. E chi ne ha ricevuto benefici è oggi prigioniero del suo agire. Le grida dei parcheggiatori dell’altra sera rivolte a qualche vertice del Consiglio comunale sono l’evidente disagio di un consesso nel quale la questione morale diventa valore imprescindibile per la credibilità delle istituzioni. E i problemi veri dell’amministrazione dei fatti ingialliscono in ordini del giorno che non si possono discutere. Perché la scena madre è l’assedio. L’inerzia fa il resto.

edito dal Quotidiano del Sud

di Gianni Festa