Una domanda a Livio Petitto

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Ho qualche dubbio che anche Livio Petitto abbia letto il testo dei due referendum sull’acqua del 2011 che sono stati votati dalla maggioranza assoluta degli italiani. Chiedo a Livio Petitto di spiegarmi in che modo con l’ingresso di GESESA  – ACEA,  ACS resti pubblica? Gli risulta che SUEZ  DE FRANCE, Caltagirone e la Banca Norvegese siano pubbliche? Lui lo sa chi c’è dentro ACEA? Bene se non lo sa io glielo ho spiegato adesso. Ci sono questi signori che non sono affatto pubblici e che fra l’altro non sono dei benefattori che mettono a posto i debiti degli altri, ma come è giusto che sia per le multinazionali e per i faccendieri, vogliono fare profitto, proprio quello che i referendum, adesso legge dello Stato hanno abolito. I cittadini non devono pagare per il loro profitto ( nessuno fa niente per niente e soprattutto le multinazionali!!).  Loro i decariani vogliono raggirare la legge raccontando balle ai cittadini. Questa, lo dico chiaro, è un’operazione disonesta o se non altro un’operazione agita da persone disinformate. L’acqua pubblica è solo quella gestita da un’azienda pubblica senza privati, un’azienda che non deve fare profitti e che reinveste i profitti nella manutenzione. Petitto vuole mediare eliminando dal programma di Del Basso De Caro le dimissioni di Ciarcia. Dà un contentino purchè si privatizzi purchè GERSESA entri, ma mentre si privatizza si dice che l’acqua resta pubblica con ACEA. Dice Petitto: “Non abbiamo mai parlato di privatizzazione. “ Noi gli rispondiamo, non ne avete mai parlato, ma la volete attuare direttamente senza parlarne e resta la domanda a cui deve rispondermi: Come  fa un’azienda pubblica a restare pubblica avendo fra  gli azionisti multinazionali, banche e faccendieri privati? Basta con questa mistificazione!

Chiedo a Livio Petitto, ma lui crede che nessuno abbia letto il testo dei referendum che adesso sono legge dello Stato?  Il secondo quesito propone l’abrogazione parziale della norma che stabilisce la determinazione della tariffa per l’erogazione dell’acqua, nella parte in cui prevede che tale importo includa anche la remunerazione del capitale investito dal gestore.

Non ci deve essere remunerazione del capitale investito. E’ chiaro? Petitto pensa che GESESA rinunci al profitto? Credere questo è come credere a babbo Natale.

Lui è a favore della privatizzazione e lo deve dire con chiarezza e onestà. La sua idea in democrazia è legittima, ma non la può imporre a un popolo che ha votato contro questa idea perché si scrive acqua e si legge democrazia. Non rispettare la volontà del popolo è fascismo, dittatura e noi del Coordinamento Campano Acqua Pubblica difenderemo la democrazia contro chiunque si azzardi a metterla in pericolo. Lo faranno i cittadini, le associazioni, i partiti. Guai a chi tocca l’acqua irpina!!!

 

Giuseppina Buscaino (Referente provinciale del Coordinamento Campano Acqua Pubblica)