«Una Gestione dei Rifiuti in Campania impermeabile alle infiltrazioni criminali è possibile subito: tocca ai Comuni agire»

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La riforma regionale approvata nel 2016 garantisce gli strumenti e le risorse per realizzare in Campania un ciclo integrato ambientale basato sull’efficienza, l’innovazione e la sostenibilità, le sole armi efficaci per difendere la legalità: gli enti locali hanno adesso la responsabilità storica di attuarla, realizzando senza ulteriori indugi la riorganizzazione dei servizi e dell’impiantistica nei sette ambiti ottimali».

 

Il Presidente dell’Osservatorio Regionale sulla Gestione dei Rifiuti, il sen. Enzo De Luca, ha lanciato un monito ai Comuni ieri ad Avellino, intervenendo nel convegno di Legambiente, promosso dalla Presidente regionale Mariateresa Imparato per approfondire i numeri contenuti nell’ultimo Rapporto Ecomafie.

 

Concordando con Legambiente, Enzo De Luca ha sottolineato che «per impedire un crimine d’impresa quale è l’interesse illecito in campo ambientale, bisogna agire sull’economia connessa al ciclo integrato, creando le condizioni per una competitività della gestione, che generi occupazione e sviluppo ecosostenibile».

 

A questo proposito, il Presidente dell’ORGR ha ricordato la portata innovativa della Legge Regionale 26 maggio 2016, n. 14, «che stabilisce l’economia circolare come motore industriale di uno sviluppo ecosostenibile del territorio urbano rurale. Grazie a questa legge – voluta dal Presidente della Giunta Regionale e dall’Assessore all’Ambiente – la Campania può diventare il modello per i rifiuti nel Mezzogiorno, realizzando l’economia circolare», ha affermato. «Ma per il ruolo costituzionale assegnato, spetta ai Comuni rendere compiuto il riordino ambientale, sia pure con il supporto e l’assistenza che la Regione Campania in questi anni non ha mai fatto venire meno». Il tempo è scaduto, ha chiarito, ammonendo i Sindaci. «Gli Enti d’Ambito hanno il dovere di realizzare il nuovo ciclo integrato entro il 2022 o dovranno assumerne la responsabilità di fronte ai cittadini»

 

In questo quadro, Enzo De Luca ha sottolineato la «doppia funzione di raccordo dell’Osservatorio, impegnato a favorire il dialogo tra il governo regionale e i Comuni riuniti nella gestione associata degli EdA, gli Enti d’Ambito, ma nello stesso tempo sentinella preposte a dare l’allarme, quale analista attento dei dati sulle gestioni locali».

 

Ha ricordato il contributo tecnico dell’Osservatorio nel contrasto ad ogni forma di infiltrazione malavitosa e attività illecita. Il riordino del sistema di calcolo della raccolta differenziata, con l’introduzione dell’applicativo O.R.SO, ha consentito alla Regione Campania di entrare nell’anagrafe nazionale dei rifiuti, realizzando la condizione per la massima trasparenza. «L’andamento della gestione ambientale è monitorato con affidabilità e accuratezza», ha sottolineato il Presidente dell’ORGR, che ha ringraziato l’Arpa Campania, ma anche i Comuni e i gestori di impianti, «per la fattiva collaborazione assicurata per rendere sempre più visibili e individuabili eventuali attività illecite connesse al settore ambientale».

 

Pertanto, «considerando che l’attività di monitoraggio e analisi sull’andamento del ciclo integrato produce dati e informazioni statistiche preziose per il contrasto ai fenomeni criminosi nel settore ambientale, questo flusso constante di informazione va messo a disposizione non solo delle autorità di controllo, ma anche di chi opera sul campo ogni giorno per il contrasto ai fenomeni criminosi nel settore ambientale come le Prefetture e – quando necessario – va trasferito automaticamente  all’Autorità Giudiziaria». Di qui, ha concluso, «un protocollo già siglato ad Avellino, predisposto dall’Osservatorio per realizzare questi automatismi in tutte le province della Campania».