Una sporca guerra

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Nei disegni del nuovo zar doveva essere una “operazione militare speciale” che in pochi giorni avrebbe portato l’esercito russo a Kiev, deposto Zelensky, denazificato il territorio, messo su un presidente fantoccio e annesso l’intera Ucraina. Ma il diavolo spesso fa le pentole ma non i coperchi e il nuovo Zar, non aveva previsto la straordinaria ed eroica resistenza del popolo ucraino e del suo Presidente che, provata la democrazia anche se in forma ancora imperfetta, è orientato decisamente verso la democrazia dell’occidente e non verso la dittatura russa. In più aveva sottovalutato la coesione dei Paesi aderenti alla Nato, dell’Europa e dell’Onu, con la sola eccezione della Cina e della Corea. Gli Usa di Biden, poi, dopo aver armato da tempo l’Ucraina, ne spronava la resistenza armata.

E quella che doveva essere una invasione lampo si è trasformata in una guerra di posizione e di resistenza i cui esisti restano incerti. Non potendo entrare nelle città dove si sarebbe sicuramente dato inizio ad una cruenta guerriglia urbana, i russi sono stati obbligati a bombardarle distruggendo abitazioni civili, ospedali, teatri, uccidendo vecchi, donne e bambini e radendone al suolo alcune tra cui Mariupol che è diventata una città di fantasmi, rasa al suolo e deserta. Milioni di profughi si sono riversati in Polonia e in Europa.

A quaranta giorni da un inutile massacro porre fine a questa guerra non appare facile e il dialogo di pace non raggiunge l’esito sperato. Zelensky vuole la pace ed è disposto a fare concessioni in ordine alla sua neutralità, alla non entrata nella Nato e nell’Europa a patto di conservare l’integrità territoriale. Anche Putin non aspetterebbe altro che fare la pace pur di uscirne onorevolmente, e quindi aspetterebbe un successo militare per salvare la faccia e portare a casa il Donbass e la Crimea Allora perché questo stallo? La ragione è che gli Usa non vogliono la pace fino a quando il nuovo Zar (macellaio – come lo definisce Biden) non capitoli e venga destituito.

In tutta questa vicenda l’Europa è la grande assente mostrando i propri limiti e la propria incompiutezza, Non ha una politica estera né di difesa; non ha un proprio esercito ed è ancora lontana dagli Stati Uniti dell’Europa come molti ancora si illudono. E’ appiattita sulle posizioni americani e fa da controfigura. Dovrebbe trovare una sua strategia e interloquire con Putin e non servirsi già da subito del suo gas. Gli interessi dell’America e dell’Europa non coincidono come ritengono molti opinionisti politici e come ha scritto Quirico sulla Stampa di mercoledì scorso. L’Europa vuole salvare l’Ucraina, fare la pace anche sacrificando la Crimea e il Donbass garantendo alla Russia la sua neutralità e il suo non ingresso nella Nato e nell’Unione europea; Biden vuole invece liquidare Putin.

L’Italia vuole la pace anche perché sede del Papa che ogni giorno la implora con forza e determinazione. Il Governo, invece, è schierato con l’America e Draghi, in forza di un impegno assunto con la Nato nel 2014 ha proposto l’aumento delle spese militari fino al 2% del PIL (altri 14 miliardi all’anno). Il 61,4% degli italiani è contrario e bene ha fatto Conte a farlo desistere rinviando la spesa al 2028. Con questi chiari di luna e con una inflazione crescente ed un aumento delle bollette per l’energia sarebbe stato pazzesco un tale aumento cui si sarebbe dovuto far fronte con fondi prelevati dalla sanità e dalle spese sociali.

E’ cominciata, invece, la rincorsa al riarmo e, dopo settant’anni anche la Germania e il Giapponesi riarmano. Non c’è nulla da fare la guerra, l’assassinio e il massacro albergano nell’animo umano fin dalla comparsa dell’uomo sulla terra. “Sei ancora quello della pietre e/ della fionda/ uomo del mio tempo. Eri nella/carlinga/ con le ali maligne, le meridiane/ di morte, / t’ho visto –dentro il carro di / fuoco, alle forche, /alle ruote di tortura. T’ho visto:/ eri tu, / con la tua scienza esatta / persuasa allo sterminio, / senza amore, senza Cristo. Hai/ ucciso ancora, /come sempre, come uccisero i padri /  come uccisero gli animali che ti videro per la / prima volta ….” (Salvatore Quasimodo).

I Poeti arrivano dove i politici manco se lo sognano.

di Nino Lanzetta