Vassallo, il lungo mistero

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Il 5 settembre 2010, circa dieci anni fa, il sindaco pescatore di Pollica, Angelo Vassallo, veniva trucidato con diversi colpi d’arma da fuoco da un anonimo quanto maldestro pistolero. L’arma del delitto non è di quelle in uso da killer di professione ed esperti di armi. Di piccolo calibro ma sufficiente per uccidere. Una circostanza che pone una serie di interrogativi a forti tinte gialle. L’assassino è ancora senza nome. Eppure, in tutti questi anni, sembrava che le indagini fossero ad una svolta. Si sono susseguite dichiarazioni in tal senso anche da esponenti della magistratura inquirente. La realtà, invece, è che le indagini continuano in un groviglio di dichiarazioni che illusoriamente ipotizzano la tanto invocata soluzione nel misterioso agguato lungo la strada collinare di Pollica. Attualmente, siamo ancora all’anno zero del 2010. I familiari e l’opinione pubblica hanno il diritto di chiedere che il mistero sulla morte di Angelo Vassallo venga il più presto possibile chiarito con prove certe, univoche. La probabilità della soluzione non può trovare credito. Finora, c’è stato un susseguirsi di annunci sull’esito positivo delle indagini che, poi, hanno conosciuto il passo indietro. Sull’assassinio di Angelo Vassallo si è detto e si è scritto troppo e non sempre a proposito. Dopo nove anni e passa si ripropone l’inquietante interrogativo: chi ha ucciso e perchè Vassallo. Quali i fatti certi? La sera del 5 settembre Angelo Vassallo era alla guida della propria auto. Avrebbe mai aperto lo sportello di guida ad uno sconosciuto? Chi era a conoscenza del percorso dell’auto? Quale la traiettoria dei colpi di arma da fuoco? Perchè l’arma del delitto non è normalmente in uso nei delitti? Per sviare le indagini? Sono dubbi che tuttora pesano come un macigno sulla morte violenta di Angelo Vassallo. Inizialmente si è fatto generico riferimento anche alla ndrangheta presente lungo la costa tirrenica. Pista rivelatasi poi non percorribile. C’è chi sa e non parla, non collabora con la giustizia. Può anche avere dignità di convinzione un siffatto giudizio. Ma dire o affermare che la popolazione di Pollica sia omertosa è qualcosa che non trova conferma nella logica. Se è vero, come è vero, che periodicamente i pollesi sfilano in corteo per chiedere che giustizia sia fatta sull’assassinio di Angelo Vassallo. I familiari sono nel giusto quando chiedono che le ombre che avvolgono l’assassino del loro congiunto vengano diradate con l’identificazione dello spraratore, eventualmente del mandante e chiarito il movente. Nessuno osa pensare che il cold case venga archiviato senza una risposta.

di Enzo Todaro