Voto e partiti: crisi che avanza

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Il governo “va avanti”, i partiti scompaiono per eutanasia. Se anche il segretario nazionale del Pd, Enrico Letta, rinuncia, da candidato al Parlamento, al simbolo del partito di cui è il primo responsabile ben si comprende quale livello abbia raggiunto la crisi dei partiti. Draghi, nella conferenza stampa tenuta qualche giorno fa, si è reso conto della difficile situazione e ha volutamente, da leader “del fare”, scisso la funzione del governo da quella delle forze politiche. Lo ha fatto con determinazione ben sapendo che la sua autorevolezza non può essere messa in discussione, ma anche forte dell’attuale momento politico alla vigilia delle scelte per il Quirinale. E i partiti? Sono assediati dal personalismo. Tenuti in piedi dalla sola maggioranza possibile, si ritagliano lo spazio per sterili polemiche o fingendo di mostrare i muscoli in questa campagna elettorale anomala in cui il personaggio-candidato agisce da solista, senza alcun riferimento all’appartenenza politica, una volta motivo di orgoglio. Questo scenario è ancora più evidente nell’Italia dei Comuni dove la crisi dei partiti si gioca sul personalismo. E’ pur vero che le elezioni amministrative sono caratterizzate dalla notevole presenza del civismo. Ma i candidati facevano comunque riferimento all’appartenenza di una forza politica. Il sintomo di questo decadimento dei partiti è presente in molti Comuni italiani nei quali la proliferazione delle liste personali con candidati trasversali rappresenta un’assoluta novità. Soprattutto nel Mezzogiorno dove i futuri amministratori saranno chiamati a ragionare non in chiave di sola cinta comunale, ma avendo una visione strategica della costruzione di infrastrutture nel territorio. A questo proposito il ministro per il Sud, Mara Carfagna, sembra avere buone intenzioni, non sempre condivise dai partiti alleati. E’ sufficiente approfondire la lettura dell’ultimo decreto del governo per rendersi conto che le risorse disponibili, e l’impiego delle stesse in termini di procedure, sono davvero poca cosa rispetto alle reali necessità. Anche su questo i partiti tacciono.

di Gianni Festa