Zone interne e governo: l’impegno dei vescovi

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E’ vero, la pandemia occupa la nostra mente, tra paura, incertezze, crisi economica e misure restrittive per combattere la diffusione del virus. Con i dati dei contagi e dei decessi quotidiani c’è poco spazio da dedicare ad altri problemi. Che sono tanti e tutti che richiedono risposte. In questo clima di grande preoccupazione si accende, tuttavia, una fiammella di luce che genera speranza. E’ la battaglia della chiesa delle zone interne. Sono i vescovi delle diocesi irpine e sannite ad essere i protagonisti di questa nuova ed interessante stagione a fianco dei più deboli. Nelle aree interne della Campania da tempo si verificano situazioni non più sopportabili. Lo spopolamento ha raggiunto cifre impressionanti. Sono i giovani che vanno via. Quei giovani che lontani dalla propria radice si distinguono nel mondo per la loro intelligenza, il desiderio di affermarsi. Sono tantissimi nei labo – ratori di ricerca, nel mondo delle professioni, delle attività scientifiche e produttive e del lavoro che “lontano da” diventano protagonisti. Senza di loro le zone interne sono destinate a diventare deserto. La politica, sempre più assente dai problemi reali del territorio, ha segnato la sua resa, spendendo il proprio impegno con un individualismo egoistico e talvolta affaristico. La chiesa no. Con i vescovi delle zone interne conduce la sua battaglia di Resistenza perchè sia restituita alle popolazioni delle aree deboli la dignità che gli è stata negata. Dal confronto con gli amministratori locali, al ministro per il Mezzogiorno Provenzano, dal Capo dello Stato, Mattarella al premier Conte il forum dei vescovi continua nel suo coraggioso impegno. Grazie don Aiello, don Melillo, don Cascio, abate Guariglia, don Acrocca.

di Gianni Festa