Avellino, il sindaco Festa sotto inchiesta si difende e attacca: “Fatto gravissimo, profondamente indignato”

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La bufera giudiziaria che si è abbattuta da giorni sul comune di Avellino colpisce ora anche il sindaco, Gianluca Festa. Nella notte i carabinieri del comando provinciale hanno perquisito l’abitazione e l’ufficio in Municipio del sindaco  sono stati acquisiti atti anche presso la sede della società di basket avellinese di serie B, la DelFes. Sequestrati materiale informatico e cellulare. La Procura indaga per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e turbativa d’asta. Il provvedimento era motivato dalla necessità di ricercare elementi di riscontro alla tesi dell’accusa, secondo la quale il Sindaco avrebbe favorito alcune sponsorizzazioni di imprese private in favore della DelFes, società di basket avellinese militante nel campionato nazionale di serie B.

E il primo cittadino in una conferenza stampa a palazzo di città, accompagnato dal suo  avvocato Luigi Petrillo, ha voluto fare chiarezza sulle accuse che gli vengono contestate.

Sono sconcertato per la costruzione dell’addebito sotteso al decreto di perquisizione. Ho ritenuto doveroso convocare questa conferenza stampa alla luce di quanto accaduto. Un fatto gravissimo ma, con estrema sincerità, ringrazio il Nucleo Investigativo dei Carabinieri. Otto Carabinieri con grande garbo hanno perquisito per tutta la notte la mia residenza, il Comune, la mia automobile e persino l’abitazione di mia madre– ricostruisce il sindaco- Ma ben venga, perchè almeno si fuga ogni dubbio sulla mia attività amministrativa, ed infatti non è stato trovato alcunché e questa attività frenetica avviata dalla Procura conferma che siamo persone pulite”.

“Secondo l’accusa, avrei favorito sponsorizzazioni della DelFes ma non si sa in virtù di cosa. Chi mi conosce sa che ho cercato di salvare anche la Scandone con i miei soldi. Adesso, dopo due anni, mi viene mossa un’accusa per una squadra che finanzio personalmente io. Io voglio dire che, per evitare la penalizzazione, ho pagato di tasca mia. Quale reato? Questo mi indigna profondamente. E noi non ci pieghiamo. Anzi, questa prova ci rafforza. La gente deve avere la prova provata di qualsivoglia dubbio. Ovviamente, provo un sentimento di inquietudine per i reati che mi sono stati contestati, ma questo non mi fermerà. Certamente non posso parlare di giustizia a orologeria ma, se questi fatti sono accaduti due anni fa ed emerge oggi.  Io chiaramente, quando ho visto il mio nome tra le persone indagate, ho avuto un senso di meraviglia. Eppure, documento dopo documento, foglio dopo foglio, sono state svolte tutte le perquisizioni. Nessun elemento è emerso. Le opposizioni si rassegnassero. A due mesi dalle liste non hanno ancora individuato un candidato. Noi, invece, siamo qui e, ripeto, continuiamo a svolgere le nostre funzioni come abbiamo sempre fatto”.

Qualche giorno fa gli stessi militari hanno eseguito altrettanti decreti di perquisizione presso gli uffici comunali di Avellino, in particolare quello della dirigente Filomena Smiraglia e presso gli studi e abitazioni del consigliere comunale Fabio Guerriero e  del fratello architetto relativamente all’inchiesta sui grandi appalti. I militari dell’Arma hanno eseguito un decreto di perquisizione e sequestro firmato dal pm che coordina le indagini, il sostituto procuratore Vincenzo Toscano.

Nel corso della conferenza stampa il sindaco ha annunciato che molto probabilmente, a tutela del comune  e della stessa Smiraglia valuterà l’assegnazione ad un altro settore della dirigente comunale.