Avellino si avvia al voto con un’unica certezza: Gianluca Festa. Campo Largo e Centrodestra al palo

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Il giro di boa del nuovo anno avrebbe dovuto dare il via alla campagna elettorale che traghetterà Avellino verso le elezioni in programma il 9 giugno. Una corsa, quella al Municipio di Piazza del Popolo, che dovrebbe avere tre pretendenti principali.

Di queste, l’unica certezza è, e continua ad essere, l’uscente Gianluca Festa. Nella veste di civico, incarna il populismo più puro giocando al meglio le carte concessegli dal ruolo di primo cittadino, guadagnando un vantaggio considerevole. Ad oggi è difficile capire a quale prezzo. Di qui, per il sindaco, la vittoria diventa un obbligo.

Il gap sembrava potesse essere colmato, o quantomeno ridotto, dal Campo Largo che aveva accelerato con l’annuncio del candidato sindaco Benedetto De Maio.

Figura che è durata “Natale e Santo Stefano“, come recita un vecchio detto. L’inatteso dietrofront dell’avvocato, dovuto a motivi strettamente personali spiegati in una lettera alla cittadinanza, manda fuori giri la coalizione di centrosinistra. Tutto da rifare, si torna ai blocchi di partenza.

Sulla linea del via, a far compagnia al gruppo di sinistra progressista, troviamo la coalizione di centrodestra. Se per gli avversari, oltre ai soliti problemi della sinistra irpina, si è aggiunta qualche congiuntura sfavorevole, tra i conservatori cittadini regna il caos più totale.

L’avvio dei discorsi era stato improntato sulla volontà di seguire il modello che aveva portato la destra a vincere le ultime politiche, ma  ad oggi quella strategia caldeggiata da Gianfranco Rotondi è svanita nel nulla. O meglio, ha fatto i conti con le volontà degli attori in gioco. Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, i principali reggenti della coalizione, non sono mai stati così lontani da un accordo unitario. Le correnti sono due: una che propende per una scelta identitaria che va sotto il nome di Giovanni D’Ercole, e un’altra esterna che porta a Rino Genovese.

La Lega si è smarcata, demandando tutto ai vertici regionali passando la palla al commissario Durigon, ma l’ingresso nel carroccio di Angelo Antonio D’Agostino la avvicina sensibilmente al primo cittadino avellinese. Al contrario, Forza Italia si è chiamata fuori dal primo istante su ogni possibile discorso con Festa, accogliendo con favore la possibile candidatura di Genovese. Stesso discorso per una parte dei meloniani.

Rino Genovese e Sabino Morano

Intanto il giornalista si muove, inizia a farsi vedere, mostrando la sua disponibilità a una discesa in campo. Non è passata inosservata la sua presenza all’ultima conferenza stampa promossa da Primavera Meridionale, dove si è intrattenuto per un saluto con il presidente Sabino Morano. L’associazione metapolitica ha annunciato un proprio candidato sindaco, ovvero Lazzaro Iandolo, supportato probabilmente da due liste civiche. Ma Morano si è detto pronto a mettere da parte questa proposta per sostenere un profilo unitario. Tra le righe, Genovese. Il cronista Rai non ha nessuna intenzione di diventare una vittima sacrificale, ed è disposto a mettersi in gioco solo rappresentando una coalizione coesa e unita. Prospettiva al momento lontana.

Il percorso verso le amministrative avellinesi si aggroviglia su se stesso. Si riparte da zero.