Camera di Commercio di Avellino e Benevento, no alla soppressione di una delle due sedi: lettera della Cisl

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LETTERA APERTA AI PRESIDENTI DELLE CAMERE DI COMMERCIO
DI AVELLINO E BENEVENTO

Egregi Presidenti
da tempo le Camere di Commercio di Avellino e Benevento grazie a tutto il personale garantiscono sempre di più servizi e risorse al sistema imprenditoriale locale e si sono distinte quale punto di riferimento per le imprese, professionisti, operatori economici e portatori di interesse del territorio.
Somme importanti ad oggi sono state riversate alle imprese dei territori dell’Irpinia e del Sannio per progetti di sviluppo aziendale. Risorse che hanno avuto un effetto moltiplicatore e hanno attivato investimenti e occupazione sul territorio. Sono stati formati gratuitamente numerosi imprenditori, prestato consulenza gratuita ad aspiranti imprenditori, portato all’estero numerose imprese, e supportato aziende nella ricerca di bandi e finanziamenti. Contributi, formazione, internazionalizzazione, credito e innovazione, mediazione e regolazione del mercato, informazione economica, gestione dei SUAP. Questo l’elenco – decisamente parziale – delle attività che le due Camere sono riuscite a potenziare sul territorio.
Grazie a strutture amministrative snelle ed efficienti, si è riuscito ad ottenere un solido equilibrio finanziario, tanto che – anche con il drastico taglio del diritto annuale (lo stesso taglio che mette a rischio la sopravvivenza di molti enti) – restano perfettamente in grado non solo di mantenere la stabilità finanziaria ma anche di continuare a riversare risorse sul territorio.
Oggi ci troviamo ad un punto fondamentale per il futuro dei due Enti Camerali e dei lavoratori.
Ad essere in gioco non sono solo i loro destini professionali, quelli delle loro famiglie, ma soprattutto quello dell’intero sistema che hanno contribuito a creare.
Se le riforme paventate dal Governo prenderanno corpo, nei termini sinora trapelati, gli organici sarebbero messi in discussione, nonostante le risorse umane attuali siano ben al di sotto delle piante organiche previste, ed una delle due sedi sarebbe inevitabilmente soppressa.
Ed è proprio su questo punto che intendiamo richiamare la vostra attenzione.
La Camera di Commercio di Avellino e Benevento – secondo i criteri indicati dalla Legge Delega – sono in grado di garantire il mantenimento delle due strutture visto che i due enti godono di un elevato – ed invidiato – grado di stabilità economica e solidità patrimoniale.
I costi legati al personale e le spese di funzionamento della struttura sono sicuramente meno onerosi rispetto alle altre realtà camerali.
E allora ci chiediamo e Vi chiediamo, quale senso avrebbe dissipare questo patrimonio di conoscenze e professionalità e servizi resi in favore delle imprese dei due territori?
Il sistema, le strutture che hanno garantito a Voi, alle imprese di Avellino e Benevento, a tutti gli utenti, di fruire di questi servizi che fine faranno?
Quale sorte avrebbe la rappresentanza di un territorio che i lavoratori sono orgogliosi di servire e che in questi anni hanno dato voce alle eccellenze, alle identità e alle storie delle province di Avellino e Benevento?
A chi gioverebbe la soppressione di una delle due sedi sui territori?
Non certo ai lavoratori, ma neppure agli imprenditori, operatori ed istituzioni del territorio, che perderebbero un punto di riferimento e la certezza di avere risorse, umane e economiche dedicate.
Poiché siamo certi che il Vostro intento sia esclusivamente quello di difendere il bene dei nostri territori e delle nostre imprese, vi chiediamo, l’assunzione di una forte posizione affinché vengano garantiti:
– i livelli occupazionali delle sedi di Avellino e Benevento;
– la permanenza delle sedi di Avellino e Benevento;
– il non accorpamento con altre province in affanno economico che porterebbe gravi conseguenze al solidità economica esistente;
– il mantenimento dei livelli salariali e delle competenze delle sistema camerale;
– la garanzia della sostenibilità economica per tutto il sistema camerale.
Inoltre Vi chiediamo di agire con forte determinazione nei confronti di UNIONCAMERE NAZIONALE – unico interlocutore del Governo in questo momento – stimolandola ad assumere una posizione più chiara di contrarietà sull’impostazione dello schema di decreto.
Come organizzazione sindacale continueremo a supportare lo stato di agitazione del personale del sistema camerale per chiedere “il blocco dell’approvazione dello schema di decreto”.
Una rivendicazione che, in assenza di interventi risolutivi, “culminerà con una grande manifestazione nazionale nel mese di settembre, anche in considerazione della totale indisponibilità del Governo a incontrare le rappresentanze sindacali in questo complicato percorso di riordino del sistema camerale”.

Il Segretario Provinciale Il Segretario Generale
Pia Cucciniello Antonio Santacroce