Carcere di Avellino: “Tra le sbarre ancora violenza e sequestro di telefonini”

0
572

È di ieri la notizia di un evento critico violento nella Casa Circondariale di Avellino. Ricostruisce l’accaduto Emilio Fattorello, segretario nazionale per la Campania del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE: “Un detenuto problematico con patologie psichiatriche, in un raptus di inaudita violenza, ha fatto irruzione nel deposito dei farmaci, distruggendo tutto ciò che aveva a portata di mano. Il personale della Polizia Penitenziaria, seppure con grandi difficoltà, è riuscito a contenere l’esagitato. Durante l’azione di contenimento, l’Ispettore intervenuto sul posto subiva un profondo morso alla gamba da parte del detenuto ormai fuori controllo. Il detenuto è stato quindi ricoverato con procedura di urgenza alla struttura neuro/psichiatrica dell’Ospedale Civile di Solofra. L’episodio riapre con evidente drammaticità sulla detenzione di soggetti problematici affetti da patologie psichiatriche dopo la chiusura degli OPG. Solidarietà e vicinanza all’Ispettore, oggetto della violenza del detenuto, graduato che non si è sottratto, per senso del dovere, al contenimento dell’esagitato”.

Altro evento critico tra le sbarre del carcere irpino è quello avvenuto oggi. “Sempre dalla Casa Circondariale di Avellino”, sottolinea Fattorello, “è giunta notizia del rinvenimento e sequestro di quattro telefoni cellulari in uso illegale dai detenuti. Il personale di Polizia Penitenziaria del carcere di Avellino, a seguito di accurata azione  di controllo mirata alla scoperta di oggetti non consentiti tra le sbarre, ha rinvenuto e sequestrato quattro telefonini del tipo micro, perfettamente funzionanti, occultati in due diverse celle e nascosti dietro i lavabi. La Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Avellino, come sempre, riesce a garantire la legalità all’interno della struttura penitenziaria e la giusta esecuzione del proprio difficile mandato Istituzionale, pur operando in condizioni operative precarie”.

Per il Segretario Generale del SAPPE Donato Capece “servono interventi urgenti e strutturali che restituiscano la giusta legalità al circuito penitenziario intervenendo in primis sul regime custodiale aperto. I numeri degli eventi critici accaduti nelle carceri italiane nel primo semestre del 2021 sono allucinanti: 5.290 atti di autolesionismo, 44 decessi per cause naturali, 6 suicidi e 738 sventati dalla Polizia Penitenziaria, 3.823 colluttazioni, 503 ferimenti. In pratica, ogni giorno nelle carceri italiani succede qualcosa, ed è quasi diventato ordinario denunciare quel che accade tra le sbarrele carceri sono un colabrodo per le precise responsabilità di ha creduto che allargare a dismisura le maglie del trattamento a discapito della sicurezza interna ed in danno delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria”. Il leader nazionale del SAPPE denuncia, infine, come “la consistente presenza di detenuti con problemi psichiatrici è causa da tempo di gravi criticità per quanto attiene l’ordine e la sicurezza dell’Istituto. Il personale di Polizia Penitenziaria è stremato dai logoranti ritmi di lavoro a causa delle violente e continue aggressioni. Ed è grave che, pur essendo a conoscenza delle problematiche connesse alla folta presenza di detenuti psichiatrici, le Autorità competenti non sia ancora state in grado di trovare una soluzione”.