Dova va il Pd di Letta?

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Le recenti elezioni amministrative hanno legittimato la leadership di Enrico Letta anche con la elezione a deputato nelle suppletive del collegio di Siena .Al netto di chi ha vinto e  chi ha perso, il PD è uscito dall’isolamento e ha ricominciato a fare politica, L‘obbiettivo del nuovo segretario è anzitutto di contenere, nei limiti fisiologici di dibattito di idee, le tensioni nel partito che hanno indotto alle dimissioni il seppur bravo segretario Zingaretti, e poi mettere mano al programma che è quello condensato nel libro ”Anima e cacciavite. Per ricostruire l’Italia” ediz. Solferino, scritto dopo la sua elezione a segretario: riportare nel partito quelli che ne sono usciti e ritrovare i valori del riformismo che si erano appannati negli ultimi anni. Il PD deve tornare ad essere il partito del lavoro e dei lavoratori, delle pari opportunità, dei diritti perduti, della lotta alle disuguaglianze e ai privilegi, dell’equità fiscale improntata, secondo la Costituzione alla progressione secondo le ricchezze, del diritto alla salute riportandola nell’alveo dello Stato, dell’accoglienza (ius soli/culturae), della sicurezza, soprattutto sul lavoro, di una nuova legislazione sociale, della contrattazione, della disincentivazione ai trasferimenti delle aziende dove è più basso il costo del lavoro, del convinto europeismo. Infine il PD deve tornare ad attestarsi sul territorio, far contare di più i Sindaci in campo nazionale facendo tesoro delle loro esperienze. Lepore, nuovo sindaco di Bologna ha detto:” Letta ora guidi una scelta laburista” e il PD “deve candidarsi ad essere il partito del lavoro”.

Prima il partito poi la costruzione di una coalizione larga e condivisa con regole chiare e sottoscritte (si à fatto e si rifarà in Germania, non si vede perché non si possa fare in Italia!). L’Ulivo è esperienza passata si possono tentare e percorrere nuove strade. Il politologo Piero Ignazi parla di nuovo Ulivo.

Riportare nel partito quelli che ne sono usciti (i segretari, D’Alema, Bersani, Renzi, molti sindaci e amministratori locali e moltissimi operai) è operazione da fare subito Con Bersani e Speranza le difficoltà dovrebbero essere superabili se il PD ridiventa il partito del lavoro. E cosa buona e saggia sarebbe riservare a Bersani, persona seria e competente, il miglior comunicatore televisivo in circolazione, un posto di rilievo nel partito, Con Italia Viva e Renzi l’operazione appare più complicata. Si tratta di “sistemare” Renzi all’estero, Europa o USA in organismi sopranazionali: nel partito sarebbe un elemento perturbatore. Ricostituito il partito su questi elementi di riformismo non rivoluzionario, usando il cacciavite – felice espressione che ricorda le “lenzuolate” di Bersani, Letta dovrà impegnarsi alla realizzazione di una coalizione (un centro sinistra largo) in grado di sconfiggere le destre che sono in ripiegamento in Italia e in tutta Europa, ma che con la loro propaganda alimentano molte violenze, come quelle contro la CGIL di Roma di sabato e plaudono a quegli Stati che vogliono erigere un muro di ferro spinato contro l’ immigrazione e gongolano per la dura condanna di Mimmo Lucano che aveva sperimentato nella sua Riace un modello di accoglienza e integrazione che ha fatto parlare tutto il mondo. Una coalizione da vada dalla sinistra di Fratoianni a Calenda e alla Bonino, che, in una sfida epocale con le peggiori destre italiane di sempre e con Salvini e Meloni che lo stesso Berlusconi giudica incapaci e non all’altezza di guidare un Paese complesso ed europeista come l’Italia, rappresentano un pericolo per la nostra democrazia.

Quanto all’osservazione che le larghe coalizioni non stanno in piedi ricordando l’Ulivo di Prodi tra Bertinotti e Mastella, l’esperienza del Governo Draghi, pur nato in una situazione di emergenza, e di crisi dimostra il contrario e anche che le riforme non si possono fare perché si fanno da destra o da sinistra.  Resta Berlusconi il quale sceglierà di stare con chi assicura maggiore protezione alle sue aziende, che è il suo unico obbiettivo.

di Nino Lanzetta