Festeggiamenti e la paura dei contagi. Il pensiero dei giovani irpini

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La paura per la nuova variante Gryphon, insieme all’influenza stagionale, condizioneranno i festeggiamenti della notte di San Silvestro?

Abbiamo chiesto ai giovani irpini come trascorreranno il Capodanno

Tra cenoni e veglioni, quest’anno molti italiani hanno deciso di stare a casa. Colpa di questo virus influenzale particolarmente contagioso o della nuova variante che si sta diffondendo in Cina? Si ipotizza che le nuove varianti si diffondano più velocemente, favorite dall’allentamento delle restrizioni anti Covid.

Come trascorrere dunque la notte di Capodanno? Abbiamo posto la domanda a S., 25 anni, stagista in uno studio di parrucchieri

“Se devo essere sincera, dopo questi anni vissuti in pandemia, vorrei trascorrere la maggior parte del tempo in famiglia. Quando vado alle feste non so… non mi diverto più come prima del Covid, ho sempre paura di ammalarmi, soprattutto dopo essermi contagiata pesantemente con 3 dosi di vaccino… Credo che anche quest’anno starò a casa con i miei, almeno mi diverto e mi sento al sicuro”.

Diversamente afferma G. 20 anni, studente di ingegneria

“Sinceramente, dopo questi anni difficili passati chiusi in casa e dopo la sessione autunnale, aspetto il Natale e ancora di più il Capodanno con ansia, in primis per stare in famiglia, ma anche per svagarmi un po’ e divertirmi con gli amici del liceo. Non temo il Covid né le sue varianti. Mi sono vaccinato per questo!”.

Conclude M. 19 anni, studentessa di pedagogia

“Ho la classica euforia della matricola, esco normalmente e mi comporto come se il Covid non ci fosse, facendo sempre attenzione però. Avevo un po’ paura a ritornare a casa dopo mesi, soprattutto per i miei nonni, però con le dovute precauzioni, starò sia in famiglia che con gli amici a Capodanno”.

 

In questa coda delle vacanze natalizie molti italiani, infatti, si chiedono se questa volta ci sia da preoccuparsi, o Gryphon è una delle tante varianti che circolano e che viene descritta come più pericolosa per creare allarmismi.

E’ difficile ammetterlo, ma da quando è iniziata la pandemia, la vita della stragrande maggioranza della popolazione è totalmente cambiata e a farne le spese sono soprattutto i giovani che dovrebbero godersi gli anni più belli e spensierati. Purtroppo, la paura e l’angoscia regnano sovrane in una società che ormai è stanca di vivere nell’incertezza e tra mille varianti di virus, per le quali si fatica pure a trovare un nome!

In un dicembre stranamente caldo che sa quasi di novembre, ci prepariamo a chiudere questo anno che inizia e finisce “sbrilluccicando”: dalle medaglie e i trofei dello scorso febbraio, alle luminarie di Natale che tra gioie e festeggiamenti, risvegliano vecchie angosce che credevamo ormai superate.

Nel momento dei buoni propositi, l’augurio è che finalmente questo Covid-19, che ormai è diventato 23, mutando troppo velocemente, ci lasci definitivamente, magari passando per l’Ucraina per portarsi con sé anche gli strascichi di una guerra che, tra alti e bassi, non riesce a trovare la parola fine.

Carina Carmen Graniero