Gli scudieri di don Vincenzo

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Maurizio Petracca, astro nascente della politica che non c’è, deve la sua fortuna a Ciriaco De Mita dal quale ha ricevuto più di un appannaggio. (Attendo smentite). Poi dopo aver compreso che a suo danno era pronto un agguato (la candidatura alle regionali) si è messo in proprio e ha arruolato un bel gruppo di amministratori e di politici trombati creando una vera e propria cordata in vista del prossimo congresso del Pd. Con De Luca governatore è al bacio. Grande affettuosità con il governatore mostra Vincenzo Alaia, fedelissimo di Matteo Renzi, che da presidente della Commissione regionale sanità, fa incetta di consensi soprattutto nel Vallo di Lauro, fino a ieri sprovvisto di rappresentanza territoriale. Anche lui, strizzando l’occhio a Petracca, vuole giocare la partita del congresso. Livio Petitto, che per conto dell’Irpinia siede in Consiglio regionale, ha un rapporto di odioamore con don Vincenzo il Salernitano, seguendo i dettami del suo mentore Umberto Del Basso De Caro. Prendono ordini dal governatore l’ex senatore Enzo De Luca omaggiato dalla presidenza di un importante Osservatorio sull’Ambiente e l’ex presidente del Consiglio regionale Rosetta D’Amelio a cui il governatore ha concesso una delega dipinta di rosa. Poi ci sono i senza casa che bussano alla porta della Regione per avere uno straccio di potere. Sono i trasformisti dell’ultima ora che viaggiano tra Sant’Angelo dei Lombardi e Nusco, con qualche tappa a Lioni, tessendo trame per vendersi al migliore offerente. Si tratta di ben precisi trafficanti delle zone interne che hanno dato una mano a don Vincenzo a smobilitare la sanità in Alta Irpinia, a sopprimere punti nevralgici come le strutture giudiziarie. Ora accade un fatto nuovo. Si tratta della nascita di un non ben chiaro miscuglio tra personaggi della politica cittadina di ieri, ambiziosi carrieristi movimentisti, consulenti ben remunerati e soggetti di tutto rispetto che sono animati del desiderio di rinnovare la politica costituendo un fronte antiregionale nel solo interesse dell’Irpinia e della città nella quale, sia chiaro, l’arroganza e la prepotenza del sindaco Festa hanno raggiunto limiti insopportabili. Come nel caso della Dogana, del piano di zona, dei cantieri mai completati. Al primo cittadino fino ad ora gli è andata bene, ma gli scenari politici futuri sono tutti contro di lui. I poteri forti della città già lanciano segnali di stanchezza. Ma anche la gestione del Comune è piegata ai voleri del governatore della Campania. Penserete: non salvi proprio nessuno? Uno sì: Enzo Venezia, ex sindaco di Avellino e tante altre cose che ha compreso che il buon ritiro è testimonianza di saggezza e di rispetto. In questa condizione si dovranno consumare tre fatti importanti: il congresso del Pd, la elezione del presidente della Provincia, le elezioni politiche. Tutto gira intorno a questi appuntamenti. Perchè, sia chiaro, gli scudieri di don Vincenzo, Ciampi compreso che fa governo e opposizione, non sanno che cosa è il Recovery fund e come progettare il futuro. A costoro interessa il bla bla bla di antica memoria. Tutto il resto è, per loro, noia.

di Gianni Festa