Il conflitto e i difficili equilibri

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Può la sete di potere, la negazione della libertà di un popolo, il non rispetto delle leggi internazionali e, soprattutto, l’ambizione di allargare il proprio dominio, giungere fino al punto da scatenare una guerra dagli esiti imprevedibili con morti e distruzione? Il dittatore Putin ha detto che si può. Beffando tutti: Stati Uniti, Europa, pacifisti di tutto il mondo. Ora che i missili sorvolano il cielo ucraino abbattendosi su civili inermi, si comprende bene che nulla era improvvisato. Tutto era stato programmato nei minimi particolari. L’ex responsabile del Kgb sovietico aveva da tempo preparato il suo piano di aggressione. Studiato nei dettagli, con la stessa freddezza di uno scaltro giocatore di scacchi. I confronti che Putin ha avuto nelle ultime settimane con Capi di Stato, ambasciatori e primi ministri si sono rivelati inutili. Per Putin, una farsa voluta. Il dialogo è stato sconfitto. La mediazione non ha avuto successo. Strategicamente l’Ucraina è uno Stato nello Stato. Ha storia antica, è terra di frontiera, possiede risorse energetiche straordinarie, ha vissuto in questi anni il raggiungimento di importanti libertà civili, un presidio di democrazia che pensava alla Nato per la sua tutela. Troppo per non rappresentare un immenso pericolo per Putin che da decenni progettava di arrestare il processo di modernizzazione di quel territorio. Di qui il prevalere della follia guerrafondaia di Putin, la sua arroganza oltre ogni limite, il minaccioso linguaggio usato in queste tragiche ore, l’esibizione muscolare con potentissime armi. Le reazioni in tutto il mondo, le migliaia di manifestazioni di condanna che si stanno svolgendo su tutto il pianeta, danno conto di una situazione di gravissima preoccupazione che potrebbe avere esiti inimmaginabili. La mente viaggia a ritroso. Ci riporta alla crudeltà dell’ultima guerra, ai tempi del conflitto nei primi decenni degli anni quaranta. Allora fu un pazzo a scatenarla, Adolf Hitler voleva essere il padrone del mondo. Aveva sete di sangue e scrisse la pagina più amara del mondo con i forni crematori i cui fumaioli spargevano nel cielo cupo europeo i corpi liquefatti di milioni di europei. Oggi è ancora un pazzo, nemico della pace, a offendere la civiltà della convivenza, a creare forti tensioni e paure. Trovare un punto di equilibrio è difficilissimo. Se Stati Uniti ed Europa dovessero decidere di dare una riposta forte, allora Putin potrebbe scatenare la terza guerra mondiale. Ma la Nato e l’Occidente non sono favorevoli alla guerra. Le prossime ore e gli eventi che verranno diranno di più. Il futuro è tutto da scrivere.

di Gianni Festa