“Lo Stato intervenga su Sanità e Trasporti ripristinando le competenze e le responsabilità”

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L’emergenza pandemica non aspetta che gli Enti Locali si mettano d’accordo su lavorare insieme per provare a prepararsi per quella che sembra essere la seconda ineludibile fase   del COVID 19.

La confusione istituzionale è oramai sotto gli occhi di tutti, Il maltrattato Titolo V della Carta Costituzionale appare evidente non risponde, come il sindacato sostiene da anni, alle esigenze dei cittadini e dei lavoratori, essendo stato destrutturato senza offrire una dimensione reale del Territorio, creando duplicazioni e sovrapposizione di funzioni, lasciando in troppi casi gli Enti Locali da soli a fronteggiare le esigenze e le emergenze.

Il modello di trasferimento delle competenze per Sanità e Trasporti alle Regioni, alle Province ed ai Comuni già di per sé crea confusione e disorientamento, se poi si aggiunge che i trasferimenti economici si sono scandalosamente ridotti nell’ultimo decennio, allora si capisce chiaramente che non è stato un decentramento ma uno scarica barile.

Le sperequazioni territoriali tra parti del Paese e tra territori al loro interno, esemplificate dalla riduzione dell’offerta dei Servizi e dalla loro qualità ed affidabilità costituiscono il fondamento della crisi che stiamo subendo per non avere per tempo voluto capire che tagliando a destra e a manca, avremmo determinato prima l’abbandono e poi lo stravolgimento delle nostre comunità.

Il fatto non è più strumentalmente riconducibile solo al SUD (come per anni hanno voluto far credere) ma come purtroppo stiamo verificando appartiene a tuttoPaese, il livello di offerta dei servizi di Trasporto è scandalosamente carente in tutti i Territori, così come la gestione della Sanità con i suoi “delicati” interessi non è inaggettivabile solo al sud, ma in tutto lo stivale, anche considerando come la magistratura sia dovuta intervenire in Tutte le gestioni Regionali.

Se c’è una responsabilità locale per inerzia e confusione tra gestione e programmazione, ve ne è una se possibile ancora più grave dello Stato per essersi troppo frettolosamente girato dall’altra parte per non aver voluto verificare e controllare la gestione delle deleghe così individuate.

Questo stato drammatico dei servizi è la vera emergenza a cui riferirsi, Lo Stato deve farsi carico anche con poteri straordinari diintervenirelo sblocco degli organici deve essere sostenuto economicamente per gli investimenti e costo del personale, le Aziende devono immediatamente procedere alle assunzioni, dando Priorità a quelli che nel pieno della crisi della primavera scorsa sono stati in prima linea fino a essere definiti EROI salvo poi mandarli casa.

Se questo vorrà dire riconsiderare la titolarità o meglio la responsabilità anche dei controlli propedeutici sulla gestione locale di Sanità e Trasporti allora ben venga una modifica del Titolo V che responsabilizzi gli Enti Locali ma che riporti in capo allo statocentrale il controllo e il sostegno dei servizi, che come era facile prevedere, quando vengono a mancare segnano la vita dei cittadini, che indipendentemente dalle responsabilità sono soli, disarmati e finanche in pericolo, e un Paese normale non se  lo può consentire.

Luigi Simeone

Segretario UIl Avellino/Benevento