Luisa Galdo, un cartone racconta la sfida dell’inclusione

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Un cartone animato pensato per tutti i bambini, normodotati e non. Si intitola “Lampadino e Caramella nel MagiRegno degli Zampa” ed è il primo esperimento in questa direzione, prodotto da Rai Ragazzi e dalla società romana Animundi. La regia è di Raffaele Bortone ma il montaggio è stato curato dalla giovane videomaker e regista irpina Luisa Galdo, 39 anni, nata a Como ma cresciuta a Pratola Serra, da tempo trasferitasi a Roma per studio e poi lavoro.
E’ la stessa Luisa a raccontare quella che è stata un’esperienza bellissima ed emozionante: “L’idea era quella di realizzare un cartone senza barriere, rivolto a tutti i bambini, con o senza deficit sensoriali. Di qui la scelta di ricorrere a una voce narrante, ai sottotitoli e a degli attori che usassero la lingua dei segni. Il mio compito è stato quello di editor dell’intera serie, e di regista live action dei giovanissimi attori LIS. Il lavoro sul set è stato emozionante ma anche complesso. La sceneggiatura doveva essere tradotta nel linguaggio dei segni. Si rischiava che i tempi con il cartone animato diventassero o troppo lunghi o troppo corti. Per questo è stato di grande aiuto il lavoro della segretaria di edizione, Federica D’Ignoti, ma soprattutto quello delle traduttrici come Francesca Di Meo. Un grandissimo contributo ci è stato dato dalla protagonista Caramella, Deborah Donadio, che nonostante avesse partorito da un mese, era sempre presente sul set con il bambino, per aiutare gli attori. Tutti gli attori sono stati molto professionali, a partire da Nicola della Maggiorna, il protagonista, si è instaurato un clima di grande complicità. Il cartone sta avendo un buon successo, è già su Rai Play ed è stato trasmesso su Rai Yo Yo e a Maggio ci sarà una nuova messa in onda.
“La cosa interessante è stata vedere come realtà diverse quindi il mondo del cartoon, i produttori del progetto Andrea Martini e Raffaele Bortone, il mondo del cinema, Ilya Sapeha, direttore della fotografia, il mondo della moda, Antonio Lo Presti direttore dell’Accademia di Moda Koefia, il mondo lis, gli attori ed i collaboratori, ne stessero creando una totalmente nuova. Nessuno della troupe conosceva il linguaggio dei segni, compresa io, ma tutto era in funzione del progetto e questo ha abbattuto ogni barriera comunicativa”.

“​Per la fase di montaggio – prosegue Galdo – abbiamo ​studiato le ultime teorie neuroestetiche traducendo il lavoro a una grafica lineare che favorisse la fruizione e comprensione della storia e delle immagini, al racconto per i ragazzi con disabilità visiva, alla gestualità del linguaggio dei segni per i ragazzi con disabilità uditiva. Il punto di forza della serie animata Lampadino e Caramella – prosegue Galdo – è che il programma è rivolto a tutti. Personaggi, forme, colori, parole, musica e ritmo sono costruiti per adattarsi alla diversa sensibilità e ai diversi livelli di competenza di ogni bambino, così da promuovere momenti di condivisione che educhino al rispetto dell’altro, ciascuno con le proprie differenze. ​Un lavoro straordinario è stato realizzato da Alfredo Sirica il compositore delle musiche, ha solo venti anni. Un lavoro straordinario è stato realizzato da Alfredo Sirica il compositore delle musiche, ha solo venti anni.
Per la serie i produttori hanno ingaggiato dei doppiatori straordinari che hanno accettato con molto piacere. Tra questi ci sono Monica Ward, Giuseppe Zeno, Giovanni Allevi, Beppe Carletti dei Nomadi”. Protagonisti Lampadino e Caramella, due fratellini che, giocando con gli amici al Parco dell’Elefante, oltre a risolvere piccoli misteri, dovranno fronteggiare i piani del perfido Duca Puzzoloso che, insieme ai suoi fidi scagnozzi, le faine Tordo e Tondo, vuole portare inimicizia e discordia tra gli Zampa. Un progetto frutto di un lungo lavoro, come spiega Luisa, “In collaborazione con Rai Ragazzi, la società di produzione romana Animundi, con sede a Cinecittà, ha ideato con la consulenza di un pool di esperti – insegnanti, educatori, psicologi, medici – un metodo di lavorazione altamente innovativo, il “Cartoon Able”, realizzando un prodotto che ha richiesto oltre due anni di lavoro. Alla finalità ludica unisce una componente dal forte impatto sociale, pensata per promuovere l’inclusività fin dai primi anni di vita, favorendo lo scambio tra i piccoli spettatori, che impareranno ad accogliere con naturalezza la diversità di ciascuno e a praticare con disinvoltura linguaggi diversi. Unica al mondo, la tecnica del Cartoon Able prevede uno schema ben preciso: un linguaggio chiaro con tempi narrativi calibrati e ritmo versatile, uno stile di animazione fruibile da tutti, una voce narrante, proprio come un’audioguida, e un commento sonoro armonizzati al contesto per le parti prive di dialogo (a vantaggio dei bambini ciechi o ipovedenti), sottotitoli con specifica sintassi e traduzione simultanea nella Lingua Italiana dei Segni (LIS), con attori in costume che recitano in live- action inseriti in un fumetto (a vantaggio di bambini sordi). Le forme, la grafica e l’utilizzo dei colori, rispettano criteri di percezione particolari in conformità anche con le recenti ricerche delle discipline neuroestetiche che attribuiscono alle forme curve e a uno studiato accostamento dei colori una riduzione del livello di ansia e l’attivazione delle aree del cervello legate al piacere. Anche gli effetti sonori e le musiche sono tali da non risultare invasivi o fastidiosi per qualsiasi spettatore (per i bambini autistici)”.

Per la sua valenza pedagogica e sociale il progetto ha ottenuto il contributo economico del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e, fin da subito, ha conquistato il mondo dell’imprenditoria, dell’arte e dello spettacolo.

Luisa, laureatasi in Lettere con indirizzo cinematografico alla Sapienza, all’attivo collaborazioni con artisti di fama internazionale, dal progetto di Video arte “Rivolti al mare”, Tony Servillo, Marco D’Amore, Gli Avion Travel, e tanti altri, al video per Google Art and Culture: Stories, quartieri di Roma- c’è anche il suo zampino nella serie ‘Diavoli” in onda su Sky – non è preoccupata per questo momento difficile, l’incertezza in cui si trova ora il mondo della cultura potrebbe essere prolifica, un’occasione per riscrivere la narrazione del contemporaneo, dei nostri giorni: “Poco prima che iniziasse il lock down avrei dovuto girare il Documentario sull’Artista Informale Piero Raspi, esposto poi al Palazzo Reale di Napoli. Non appena si avrà l’accesso ai set cominceremo a girare. Il mondo dello spettacolo si sta riorganizzando, si pensa a teatri virtuali, a drive in per il cinema, già avevamo modi diversi di fruire l’arte, ma non bisogna dimenticare assolutamente le forme tradizionali, non vorrei rinunciare per nulla al mondo all’effetto seduttivo che ha su di me la luce del proiettore nel buio della sala. Nel frattempo sto lavorando ad un altro progetto, non posso dire molto perchè siamo in una fase ancora embrionale, centra con la musica. Sono certa che verranno fatte delle politiche specifiche per il settore culturale perchè è un patrimonio fondamentale della nostra società”