Maraia (M5S): “Recovery e riordino ministeri, ribadiamo la centralità della transizione ecologica”

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Comunicato On. Maraia. Con i voti favorevoli della commissione Ambiente al parere sul Piano nazionale di ripresa e resilienza e al parere sul decreto di riordino dei Ministeri, l’Italia fa un altro passo avanti per garantire la centralità e la trasversalità della transizione ecologica nell’utilizzo delle risorse in arrivo dall’Europa, mettendo inoltre al centro il rilancio dell’economia del Mezzogiorno.

Grazie alla sintesi con le altre forze politiche, siamo riusciti, nell’approvare il parere sul PNRR, a rimarcare la centralità della direttiva europea Dafi sullo Sviluppo dei combustibili alternativi, in ottica di abbattimento delle emissioni di gas serra e del ricorso ai combustibili fossili.

Abbiamo poi lavorato sulla gestione rifiuti sanitari in situ, sulla riduzione progressiva delle aree di lavorazione a caldo all’ex Ilva di Taranto (pur avanzando dei dubbi sul piano di decarbonizzazione del più grande stabilimento siderurgico d’Europa), sull’estensione della Superbonus 110% a tutto il 2023 su Zes, aree interne e montane e investimenti in infrastrutture. Sulla gestione delle risorse idriche è passata la nostra richiesta di rafforzare la governance pubblica e gli investimenti nonché un’equa distribuzione tra Regioni ricadenti nel medesimo bacino idrografico.

Per quanto riguarda il decreto sul riordino dei Ministeri, invece, abbiamo posto con forza l’accento sull’urgenza di lavorare subito alla trasformazione di quelli che oggi si configurano come Sussidi ambientalmente dannosi in Sussidi ambientalmente favorevoli, utilizzando finalmente le ingenti risorse attualmente destinate ad attività inquinanti per favorire e accelerare il più possibile il passaggio di queste attività a modelli produttivi compatibili con gli ecosistemi e la salute.

Tra le tante osservazioni che tracciano la rotta di una concreta decarbonizzazione e riconversione ecologica, abbiamo evidenziato la necessità di investire sull’economia circolare e in particolare sull’impiantistica necessaria non solo a chiudere il ciclo dei rifiuti ma anche ad ampliare i fronti utili a ridurre il prelievo di risorse naturali e il relativo impatto.