Riscoprirsi uniti per vincere la paura

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Non siamo ancora fuori  dal tunnel buio della pandemia del covid 19 e lo scenario politico ed istituzionale italiano e globale si ripresenta con continui scontri  verbali, minacce  e accuse gravi degli attori istituzionali  in campo,indegni rappresentanti dei popoli  elettori. Eravamo in molti a   sperare  che la   “prova” della quarantena-i lutti,gli affetti compressi,le famiglie smembrate,gli errori commessi,gli assurdi protagonismi,la vulnerabilità della condizione umana- ci fosse  servita per convertirci .attraverso uno sforzo personale e collettivo per dare nuova forma al nostro agire sociale e politico. Forse, amo ancora usare questo termine dubitativo,siamo stati troppo ottimisti? All’ottimismo di poc’anzi subentra un altro interrogativo che mi urge dentro:fino a quando? Ed è il Profeta Isaia e non altri a rispondermi, dopo quasi tremila anni,con il suo oracolo sull’Idumea:”sentinella,quanto resta della notte?Sentinella, quanto resta della notte?La sentinella risponde:viene il mattino,poi anche la notte; se volete domandare, domandate, convertitevi  venite!”

Il nostro attuale “fino a quando ?” solitamente lo quantificavamo spulciando il calendario e ci rassicuravamo che le nostre  attese,i nostri tanti appuntamenti,le tante scadenze annotate, venivano contrassegnate da un giorno preciso,al massimo da una determinata settimana. Attualmente non è più cosi, non sappiamo ancora fino a quando saremo obbligati a portare la mascherina,fino a quando non potremo abbracciare i nostri nipotini ancora chiusi in casa,fino a quando non potremo gustare un caffè al bar o sederci attorno a un tavolo per scambiarci opinioni o concordare piste di impegno civile e sociale a cui eravamo abituati.

Il nostro senso di attesa,se prolungato,rode la nostra dimensione umana. Allora dobbiamo necessariamente rinvigorire la nostra carica interiore e la via ineludibile è la “conversione” come ci ammonisce Isaia,concludendo il suo appello con il termine dinamico e programmatico “Venite!” dopo averci spronati alla conversione.

Cosicché ora il segreto per rinascere è vivere i nostri giorni plasmati dalla speranza e dalla consapevolezza di dover vincere la paura. Proprio la paura diffusa  può scatenare la rabbia contro i colpevoli di turno, come è avvenuto in tante epoche storiche del passato. All’interno di questo orizzonte opaco abbiamo bisogno di un forte sentimento unitario,iniziando uno sforzo che certamente esige di velocizzare il cammino che abbiamo dinanzi. L’incertezza e la rabbia non approdano a nulla. Alla politica va coralmente riproposta la centralità della persona e l’indispensabile impegno per la costante, paziente e visibile costruzione del bene comune.

A  tal proposito è stato recentemente pubblicato un significativo strumento conoscitivo di dottrina sociale per le edizioni Scholé di Morcelliana, curato da Ilario Bertoletti, dal titolo “Cattolicesimi italiani Conservatore,liberale,democratico” Il libro delinea gli ultimi fermenti culturali e politici del mondo cattolico per un rinnovato impegno in politica per fronteggiare le sfide emergenti dei tempi nuovi. Questa esigenza è avvertita oggi più che mai perchè “la dignità di ogni singolo uomo è scossa dalla potenza eugenetica della tecnica”.Quello proposto non è un disegno utopistico perché il disastro antropologico, accresciuto dalla terribile pandemia ancora in atto, mostra non poche  incertezze del mondo scientifico in affanno. Le attuali e nuove sfide globali pongono l’esigenza di  un diverso agire politico da parte di “ leadership” dal fiato culturale e politico lungo, in grado di dare voce e rappresentanza al dolore muto delle disuguaglianze .E’ questa e non altra la via della “conversione” gridata da Isaia con una voce potente che risuona attraverso i millenni,  fino ad arrivare ad una comunità globale smarrita ed impaurita da una microscopica e quasi sconosciuta entità biologica.

di Gerardo Salvatore