San Gerardo, Cascio: non si punti il dito contro il fratello

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CAPOSELE – La paura del contagio si fa sentire ma la fede per San Gerardo resiste. I flussi non sono quelli degli anni passati dove si raggiungevano quasi le trentamila presenze ma la forza di San Gerardo, il santo protettore dei bambini e delle partorienti, è capace anche questa volta di riunire al santuario, nel rispetto delle norme di sicurezza, tantissimi fedeli, rigorosamente con mascherina, giunti anche da fuori provincia. Ieri il dono dell’olio offerto dalla comunità di Lacedonia, poi la celebrazione della messa all’aperto officiata dal vescovo Pasquale Cascio.
E’ il rettore del santuario Padre Davide a “ringraziare i fedeli che hanno voluto esprimere la loro devozione anche in un momento così difficile come quello che vive la comunità. Ogni anno San Gerardo è in mezzo a noi”, quindi ringrazia le forze dell’ordine a partire dalla compagnia dei Carabinieri di Montella “In questo periodo i carabinieri ci hanno dato una grande mano a vigilare in maniera discreta con una finalità educativa più che repressiva”. E’ quindi il vescovo Cascio a sottolineare come “Veniamo qui con ansie e desideri, quest’anno più che mai per accogliere la consolazione e la protezione di San Gerardo e vivere insieme il mistero della Pasqua”. Non ha dubbi Cascio: “La paura deve cedere il posto alla speranza che vediamo incarnata nella figura di San Gerardo, perché sia di consolazione a tutti noi. Riceviamo qui quell’energia che sostiene la fede e non ci fa morire. Poichè si muore solo quando non si ama più – ricorda Cascio – quando non si condivide”. Ricorda come “il male spirituale sia quello più difficile da individuare e vincere”. Il suo è un appello a trasformare sempre “i rimorsi che ci portiamo dentro in perdono e grazia. Poiché le catene si cominciano a sciogliere quando ci si preoccupa dei propri fratelli, quando facciamo vincere il seme della carità e soprattutto quando ci si astiene dal puntare il dito contro gli altri”.
Il riferimento è ai tempi difficili che oggi viviamo “Non è ammissibile che si accusi a spada tratta il fratello diventato positivo. Basta con i giudizi spregiudicati, passiamo il tempo a condannare gli altri, che si tratti di un’istituzione o dei nostri fratelli ma oggi è il tempo della comprensione umana e sociale”. Loda San Gerardo “esempio di chi ha camminato tanto per alleviare la tristezza dei fratelli, poiché chi compie la volontà di Dio corre, ha le ali. Anche accettare la Croce può essere segno di redenzione”. E’ quindi il sindaco di Caposele Lorenzo Melillo a sottolineare l’amarezza per una festa “che ha subito un duro contraccolpo a causa del Covid. Abbiamo registrato un 70% in meno di presenze da parte dei fedeli. Del resto, avevamo notato un forte calo fin dal mese di settembre. Tutto si è svolto nel rispetto delle norme di sicurezza e del piano stabilito dal comitato provinciale grazie al sostegno delle forze dell’ordine con la celebrazione all’aperto e la mascherina obbligatoria per i pellegrini. Anche le visite al santuario si sono tenute rigorosamente in piccoli gruppi. I fedeli sono stati tanti anche stavolta, segno della forza di San Gerardo ma in numero non certo paragonabile a quello delle scorse volte. Naturalmente a pagarne le conseguenze sono state anche strutture alberghiere ed esercizi di ristorazione. La situazione sta diventando davvero difficile ma non perdiamo la speranza”