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Non si sono spenti gli echi delle elezioni in Umbria declinate come un annuncio di futura vittoria del centrodestra alle prossime elezioni regionali e politiche. La linea di tendenza è quella di una ripresa forte del centrodestra, ma si tratta di un centrodestra completamente ribaltato. Secondo l’Istituto Cattaneo «nel 2015 il peso elettorale della componente leghista all’interno della coalizione era di poco più di un terzo (36,3%). Oggi, al contrario, la Lega controlla quasi i due terzi del voto dell’intera coalizione e, considerando anche Fratelli d’Italia, l’anima sovranista rappresenta l’80% dei consensi al centrodestra in Umbria». Il voto in Umbria conferma che il centrodestra ha completamente cambiato pelle. Basti pensare che nelle elezioni del 2006, quando la coalizione di centro destra prese il 49,74% dei voti, Forza Italia ottenne il doppio dei voti di Alleanza nazionale (23,72% contro 12,34%); un partito di centro come l’UDC ottenne il 6,76% dei voti, più della Lega che si arrestò al 4,58%. Il dato preoccupante non è l’avanzata relativa della destra, che è sempre stata fortissima in Italia da quando le riforme elettorali hanno fatto assumere una curva bipolare al sistema politico, ma il fatto che il blocco di destra si è tinto di nero. Ogni sistema politico democratico ha bisogno di una destra, un centro ed una sinistra, perché nel Parlamento devono essere rappresentate le differenti categorie di interessi presenti nel corpo sociale, quindi è inevitabile che ci sia un partito degli affari che curi gli interessi dei ceti sociali che vogliono pagare meno tasse e pretendono la massima libertà d’impresa. La presenza di una destra forte non impedisce la stabilità del sistema democratico, come insegna la lunga esperienza di governo della Merkel in Germania. Se però la destra si colora di nero ed esce fuori dai confini della Costituzione e dalla legalità internazionale delineata dalle convenzioni internazionali sui diritti umani, allora il sistema si squilibra e si ripropone un dramma storico che abbiamo già vissuto, con altre modalità, nel secolo scorso.

La cosa più inquietante è che non si tratta di un fenomeno soltanto italiano: la progressiva fascistizzazione della destra italiana è l’epifenomeno di un processo generale che coinvolge tutta l’Europa. L’ultimo segnale è stata la bocciatura nel Parlamento Europeo della risoluzione sulla ricerca ed il soccorso nel Mediterraneo. La risoluzione, basandosi sui rapporti delle Nazioni Unite, esprimeva preoccupazione osservando che il tasso dei morti nel 2018 era risultato cinque volte superiore a quello del 2015 “in particolare a causa di una riduzione delle attività di ricerca e soccorso al largo della coste libiche”. Richiamava quindi l’obbligo giuridico per tutti gli Stati, nascente dal diritto internazionale e dal diritto dell’Unione, “di prestare assistenza a chiunque si trovi in pericolo in mare.” Conseguentemente invitava gli Stati a mantenere i porti aperti alle navi che effettuavano il soccorso.

La cosa più eclatante non è solo la bocciatura della proposta, ma le manifestazioni di giubilo della destra europea e italiana. Ci informa una nota di agenzia del 24 ottobre “ Il voto di oggi a Strasburgo “di tutte le forze di centrodestra contro la risoluzione delle sinistre sui migranti è un segnale di speranza e un risultato a suo modo storico”. Lo affermano il copresidente del gruppo Ecr nel Parlamento Europeo Raffaele Fitto e il capo delegazione di Fdi Carlo Fidanza. “Significa che, pur con le tante differenze – aggiungono Fitto e Fidanza – esiste un sentire comune tra chi ritiene che l’immigrazione incontrollata non sia positiva per la società europea, che la gestione delle politiche migratorie non possa essere lasciata alle Ong, che la difesa dei confini esterni dell’Unione sia ancora un principio imprescindibile, che tra la fuorilegge Carola Rackete e le migliaia di agenti che ogni giorno sorvegliano le nostre frontiere è sempre meglio schierarsi con i secondi”.
Quindi la destra europea, con in testa i gloriosi deputati di Fratelli d’Italia ed i loro sodali della Lega, gioisce perché è stato disconosciuto l’obbligo del diritto internazionale di salvare la vita in mare ai migranti ed ai richiedenti asilo, elevati al rango di nemici pubblici come lo furono gli ebrei nel terzo Reich. E allora torna attuale il monito di Bertolt Brecht: E voi, imparate che occorre vedere/ e non guardare in aria; occorre agire/ e non parlare. Questo mostro stava/ una volta per governare il mondo!/ I popoli lo spensero, ma ora non/ cantiam vittoria troppo presto/ il grembo da cui nacque è ancora fecondo!

di Domenico Gallo

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