Una ripartenza tutta in salita

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La temuta spallata al governo Conte, auspicata da Salvini e Meloni, con la vittoria alle regionali, non c’è stata. Il governo resta in piedi e la posizione di Conte si è addirittura rafforzata. Come egli stesso ha detto la sua sorte è legata al Recovery Fund. Se il governo farà bene e avvierà concretamente e efficacemente la ripresa con le necessarie riforme, alcune a costo zero, e con un piano di interventi i cui progetti, dettagliati nel costo e nei tempi di realizzazione, dovranno essere approvati dalla Giunta europea, arriverà a fine legislatura. Se ciò non avverrà si preannunciano tempi difficili e dall’esito incerti.

Ma la ripartenza, con un significativo cambio di passo, sulla quale insiste il segretario del PD Zingaretti, segna tutte le difficoltà e le asperità di una coalizione, difficile sul piano nazionale ed assente sul territorio, nonostante la voglia di alleanza dimostrata dagli elettori grillini nelle recenti elezioni regionali. Se il M5S non trova la sua strada e non scioglie le ambiguità di fondo, peserà negativamente sull’azione di governo mettendo in gravi difficoltà il premier Conte e rendendo vano il suo tentativo di rilancio di un’azione di governo più efficiente ed efficace. A complicare le cose – come se non bastassero i Di Battista, le Lezzi e le Taverna – ci si è messo anche Grillo che vagheggia un’impossibile democrazia diretta, che diretta, nel senso indicato dal comico – a ben guardare- non era neanche quella di Sparta ed Atene. I comici dovrebbero fare i comici e non la politica per l’esercizio della quale occorrono altre doti e un altro mestiere. Il Presidente della Camera Fico, uno dei padri fondatori del movimento, centra il problema: “La nostra contraddizione è che quando siamo nati eravamo contro il potere e ora al potere ci siamo noi …Il M5S deve ritrovare un’anima!”.

Il PD, sotto la guida sobria di Zingaretti, continua a tenere i piedi a terra nella considerazione del doppio numero dei parlamentari grillini, che siedono in Parlamento, anche se il rapporto di forza nel paese è cambiato e il suo partito li ha superato in consensi. Deve, però, far sentire di più la sua forza e imporre una svolta necessaria non vincolandosi ai patti stipulati, che possono e debbono poter essere aggiornati alla mutata situazione economica.

I motivi di dissenso, sui quali bisogna trovare al più presto una sintesi, sono molteplici e complessi. A cominciare dalla legge elettorale, divenuta preliminare ed urgente per la diminuzione del numero dei parlamentari. Zingaretti insiste per l’accordo con Di Maio: proporzionale con sbarramento al 5%, con liste bloccate e senza preferenze. Deve prendere atto che la volontà degli elettori è diversa e la scelta dei parlamentari è un loro diritto costituzionalmente garantito. Inoltre il proporzionale rinvia le alleanze a dopo le elezioni riservandole, di fatto, ai capi dei partiti. Molti autorevoli esponenti del partito e padri nobili come Prodi, Veltroni, Letta, propendono per un sistema maggioritario. Numerosi costituzionalisti, del vaglio di un De Siervo o di una Carlassare, hanno firmato un appello per una legge elettorale che abolisca le liste bloccate. Il PD ne dovrà prendere atto.

Ma c’è molto altro sul quale i due partiti divergono. Innanzitutto il MES (37 miliardi da utilizzare, già da subito, per la sanità), che il PD vorrebbe ma che il M5S non vuole. Poi ci sono i progetti da definire e presentare all’Europa entro il mese di ottobre sui quali va trovata una sintesi tra i circa cinquecento preparati dai vari ministri con una spessa complessiva di gran lunga superiore ai 209 miliardi previsti e le altre riforme, a cominciare dal Fisco, dalla Istruzione e la ricerca, alla sburocratizzazione, e ad una nuova cultura del lavoro per renderlo meno precario e per dare diritti ai lavoratori e non a toglierglieli  ed infine la difesa dell’ambiente con uno sviluppo più ecosostenibile e una conservazione delle risorse naturali che non sono infinite. Come si vede c’è molta carne al fuoco e la discussione non è ancora cominciata!

di Nino Lanzetta