Chiusura scuole, docenti e dirigenti divisi: paga la scuola ma le responsabilità sono di tutti

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Non convince la decisione di De Luca di chiudere le scuole in Campania. Arrivata quasi all’improvviso divide in maniera netta docenti e dirigenti scolastici. Lucia Forino, dirigente del liceo Virgilio e presidente Andis spiega come: “E’ stata sicuramente una decisione sofferta, quella del governatore De Luca. Se è vero che non si poteva più aspettare perché i contagi sono in forte aumento,  anche vero che non ci saremmo aspettati questa perentorietà nella chiusura, con grave disagio per le famiglie che hanno dovuto fin da oggi preoccuparsi della custodia dei bambini.  Gli sforzi che le scuole stavano facendo stavano dando risultati positivi, gli studenti venivano a scuola volentieri e in piena sicurezza. Al tempo stesso quasi tutti gli istituti hanno dovuto fare i conti con classi costrette ad andare in quarantena, appesantendo il sistema sanitario con i numerosi tamponi da effettuare. E si avvertiva con forza l’esigenza di trovare una soluzione sui trasporti. La decisione non era semplice ma sarebbe bastato anche un giorno in più per avere il tempo di comunicare agli studenti la diversa organizzazione didattica. E’ chiaro che le restrizioni del governo regionale finiscono per penalizzare le scuole ma la responsabilità è di tutti, innanzitutto di comportamenti non del tutto rispettosi al di fuori delle aule. Ma i problemi sono tanti. Intanto, alcune scuole hanno provveduto all’assegnazione degli incarichi al personale Covid, si tratta quindi di capire che fine faranno o ancora se il divieto di assemblee vale anche per l’elezione degli organi collegiali”. “La Regione avrà avuto le sue ragioni per giungere a questa decisione. Non possiamo fare altro che accettarla. Utilizzeremo questo tempo – spiega il dirigente della Perna Alighieri Attilio Lieto – per rispondere al meglio alle esigenze dei ragazzi ed essere vicini alle difficoltà che potranno incontrare”

In controtendenza Pellegrino Caruso, docente al Convitto Colletta di Avellino che approva la scelta di De Luca: “Scelta dolorosa ma giusta…sinora abbiamo vissuto di spot insulsi del tipo ” la scuola non si ferma”…La scuola invece deve adeguarsi alla realtà del momento proprio perche’ , come avvertiva De Sanctis, e’ vita… Tocca a tutti ora fermarsi e trovare soluzioni adeguate per far ripartire quella scuola in presenza che ci piace ancora tanto ma che merita sicurezza e serenità condivise…ora purtroppo le condizioni non ci sono. E’importante ora prendere coscienza di un disagio da condividere, che richiederà pazienza e coraggio.”.  E’ Erika Picariello, segretaria provinciale Cgil scuola a spiegare che “Di certo l’ordinanza De Luca risponde ad una condizione epidemiologica preoccupante. Tuttavia scarica sulle scuole il collasso del sistema trasporti, sanità e distanziamento più in generale. Le scuole a costo zero e per tutta l’estate hanno lavorato con abnegazione alla riapertura: al netto di differenze tra di esse di natura strutturale sono i luoghi più sicuri del paese. Non sono focolaio ma centri di rilevazione di contagi che avvengono all’esterno. Stiamo parlando del sistema trasporti dal lockdown e nulla è stato fatto nonostante ripetuti incontri in Prefettura (non ultimo l’ennesimo che abbiamo richiesto una settimana rilevando segnalazioni inaccettabili sullo stato dei trasporti sia per gli studenti che per gli stessi lavoratori); stiamo chiedendo screening seri e ripetuti ed anche qui la risposta è stata insufficiente. Crediamo che una misura di contenimento così forte possa avere senso intanto tenendo conto della diversità delle realtà territoriali e che avrebbe avuto senso in Irpinia non tanto una chiusura generalizzata quanto un sacrificio chiesto alle   scuole superiori solo per limitare l’ingente numero di studenti movimentati in condizioni non accettabili ( condizioni che sono state decise a livello centrale).  Ritorna la nostra richiesta inascoltata: affrontare il tema della riapertura e della fase autunnale con tutte le sue incognite senza aprire un dibattito pubblico, farlo solo attraverso tavoli tecnici,  è stato un enorme limite in capo a questa classe politica”

Antonio D’Oria della Uil scuola parla di una scelta “che oggi appare necessaria ma che certo poteva essere evitata. Da tempo abbiamo lanciato l’allarme sulla necessità di non farci trovare impreparati, le scuole hanno fatto un lavoro straordinario ma sono mancati investimenti sui trasporti e servizi che avrebbero potuto garantire sicurezza. Ora approfittiamo di questo tempo per risolvere le criticità che sono emerse. E’ chiaro che la scuola non deve essere a distanza ma ora usiamo al meglio questo tempo che abbiamo a disposizione”. A sottolineare lo smarrimento degli studenti di scuole e università è il professore Giuseppe Moricola, docente universitario: “E’ diventato un mantra quello della volontà individuale, mentre le istituzioni , opposizioni comprese, navigano a vista. L’amara impressione che abbiamo perso tempo, sciupato il tempo che avevamo guadagnato con il lockdown  si rafforza e con essa aumenta il disorientamento… ma adesso pensiamo ai ragazzi che ci interrogano, accanendoci in una  pseudo normalità che somiglia tanto alla beffa… per tutti”. “Perché chiudere le scuole – si chiede Maria Miscia, docente di matematica all’istituto Aurigemma di Monteforte – Dopo mesi di lavoro in vista della tanto attesa riapertura, superate le difficoltà di una ripartenza con nuove regole da assimilare e rispettare, dopo un valzer di mutevoli ordinanze, di colpo si toglie a centinaia di migliaia di bambini e ragazzi un diritto sacrosanto. Non abbiamo tolto loro già abbastanza?  La scuola chiude. Attenzione non i locali o altri luoghi di aggregamento senza controllo, ma la scuola. L’unica cosa che funzionasse. Come se stare a casa e fare la DAD fosse la stessa cosa. E lo dico da insegnante, non lo è”.

A sottolineare lo smarrimento dei docenti e degli studenti di scuole e università è il professore Giuseppe Moricola, docente universitario: “E’ diventato un mantra quello della volontà individuale, mentre le istituzioni , opposizioni comprese, navigano a vista. L’amara impressione che abbiamo perso tempo, sciupato il tempo che avevamo guadagnato con il lockdown  si rafforza e con essa aumenta il disorientamento… ma adesso pensiamo ai ragazzi che ci interrogano, accanendoci in una  pseudo normalità che somiglia tanto alla beffa… per tutti”. “In Campania – spiega Margherita Faia, docente al liceo scientifico Mancini – la Scuola paga per colpe che non ha. Gli istituti sono sicuri e igienizzati. I protocolli applicati alla perfezione, tant’e’ che solo lo 0.080% dei contagi proviene dalle scuole. Ce la stavamo mettendo tutta per i nostri ragazzi. La scuola e’ VITA, va difesa e tutelata da tutta la comunità. Avellino e Benevento hanno contagi gestibilissimi, perche’ chiudere tutte le scuole della regione? E tra 15 giorni il problema dei trasporti sarà risolto? E’ una decisione che sa di fallimento civile e sociale. Spero di rientrare in classe dopo il 30 ottobre”.