Cripta romanica del Duomo di Avellino, arriva Daniel Blumberg

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Il suo album di debutto, «Minus», uscito lo scorso 4 maggio per l’etichetta «Mute», è stato inserito nelle playlist del 2018 dalle più importanti riviste musicali quali Rumore, RoughTrade e BlowUp. Le recensioni del primo lavoro discografico del giovane compositore e musicista inglese ha incassato recensioni entusiastiche ad ogni angolo del pianeta. E a marzo la sua musica pervaderà Avellino in un concerto che si preannuncia come uno degli appuntamenti più attesi del 2019.

Stiamo parlando di Daniel Blumberg che, venerdì 15 marzo, alle ore 21:00, sarà ospite nella splendida e suggestiva Cripta romanica del Duomo di Avellino per una delle tappe del suo tour italiano.

L’evento, organizzato dall’Associazione Fitz, guidata da Lello Pulzone e Luca Caserta, in collaborazione con l’agenzia Wakeupandream di Napoli, riprende il discorso avviato lo scorso 27 novembre con l’associazione «Sponziamoci» e prosegue nel solco di una programmazione culturale di qualità sul territorio irpinoavviata in sinergia con lo SponzFest.

Dopo lo straordinario successo del progetto video-musicale dei «Jerusalem in myheart»,Fitz porta ad Avellino Daniel Blumberg con il suo «Minus», un lavoro sorprendente che coniuga improvvisazione e musica libera con il più autentico songwriting emotivo, radicato nel profondo tumulto personale che l’autore ha vissuto mentre lavorava al disco.

 

Prodotto da Peter Walsh (Scott Walker, Peter Gabriel, China Crisis), l’album offre un quadro articolato e complesso della personalità artistica di Blumberg, che al di là delle assonanze stilistiche – da Bonnie Prince Billy a Neil Young– vede il giovane musicista seguire la scia di personaggi dall’aliena e struggente spiritualità, come Mark Linkous (Sparklehorse) e Keaton Henson.

 

Il primo assaggio di Minus arriva con il video per la titletrack, ambientato nel capannone in cui Daniel ha scritto la maggior parte del disco e creato la copertina dell’albumche è stato montato a Budapest dal pluripremiato editore cinematografico ungherese David Jancso (White God, The Childhood Of A Leader).