Da “Le orme sull’acqua” ai Quadrilli di Palumbo, l’omaggio a Procida dell’Accademia dei Dogliosi

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Dalla mostra “Le Orme sull’acqua” di Gilda Pantulliano al volume di Gea Palumbo “Quadrilli: le donne e la religione delle cose nell’isola di Procida e al di là dei suoi confini”, Fioranna. E’ l’appuntamento in programma domani, alle 17.30, al Circolo della stampa promosso dall’Accademia dei Dogliosi in collaborazione con il Comune di Procida. A confrontarsi con l’autrice Fiorentino Vecchiarelli, presidente Accademia Dogliosi e la professoressa Ilde Rampino. Il volume di Gea Palumbo nasce da una ricerca sull’antica e poco conosciuta tradizione dei quadrilli, piccoli quadri-reliquiari che le donne nell’isola di Procida solevano interrogare per una sorta di profezia tutta femminile. La ricerca, indagando sull’origine e sulla diffusione di questa tradizione, la colloca in più precisi ambiti cronologici e in più larghe coordinate geografiche. I quadrilli appaiono così un esempio del più grande mondo di quella religione ‘delle cose’ che nel corso dei secoli ha lentamente trasformato il cristianesimo da una religione di parole, di parabole e di promesse, in una religione fatta anche di oggetti concreti, immagini, reliquie, grandi e piccole opere d’arte. Utilizzati con modi diversi in varie aree del meridione, i quadrilli consentono di comprendere alcuni aspetti fondamentali non solo della devozione ‘femminile e popolare’, ma dello stesso cristianesimo e della sua storia. “È stato perciò possibile ipotizzare – spiega Palumbo .un collegamento tra questi oggetti sacri e Alfonso Maria de Liguori, uno dei santi più importanti del Settecento italiano. Tra i quadrilli che ho avuto l’opportunità di ammirare ce ne sono alcuni che hanno anche un significativo valore artistico e “materiale”, ricamati in seta e oro” Gea Palumbo insegna Storia e iconografia all’Università di Roma Tre. Direttrice del Museo di Montefalcone, presidente dell’Associazione Museo Donne del Mediterraneo, è autrice di numerosi scritti tra cui “Speculum peccatorum” (Liguori 1990); “Su Procida: L’Esile traccia del nome” (Liguori 2001); Centane (Aracne 2018).