Dieci aforismi poeticamente scorretti. Estratti dalla nuova raccolta di Stefano Cazzato

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«Aforisma: una verità detta in poche parole – epperò detta in modo da stupire più di una menzogna», così scriveva Giovanni Papini nel Dizionario dell’Omo Salvatico. A raccontare verità scomode o per meglio dire – poeticamente scorrette – come rivela direttamente il titolo di una sezione interna al libro è Stefano Cazzato nella sua irriverente raccolta di aforismi Studiò diritto ma poi si piegò (Giuliano Ladolfi Editore).  Ha scritto Antonio Di Gennaro del testo: «Attraverso la lettura di questo agile volumetto, in cui la logica ferrea sfuma nell’evanescenza dell’irrazionale, è possibile scandagliare il peso specifico delle parole, che hanno un ruolo immenso, anche quando sono apparentemente assurde, insensate o contraddittorie. Un modo questo per vedere al di là dei nostri occhi e per oltrepassare l’ovvio: il già detto e il già conosciuto. Perché, come ricorda Cazzato, “La vita inizia dove il principio finisce”».

Una miscela di filosofia, ironia e riflessioni sul quotidiano che attraverso uno stile curato e lapidario frusta noi lettori andando a minare le nostre comode certezze. Di seguito pubblichiamo in esclusiva una selezione di dieci aforismi:

1) Proviamo buoni sentimenti per compensare le cattive azioni che sicuramente faremo.

2) Ci si può sentire a posto con la coscienza quando se ne ha una.

3) Il lavoro mobilita l’uomo e stabilizza il capitale.

4) Ho conosciuto un vegetariano che era pronto a sbranare un carnivoro.

5) Il problema non è la fuga dei cervelli ma la permanenza dei cretini.

6) L’aforisma non vuole essere un dogma, al limite un paradigma, meglio se un enigma o un sintagma. In casi rarissimi un kerigma.

7) Occhio per occhio. Perdente.

8) Non fermarsi davanti alle prime difficoltà, ma alle seconde sì.

9) Non si può lasciare al caso il proprio fallimento. Bisogna progettarlo.

10) Non è il primo amore che non si dimentica mai, ma il primo momento di ogni amore.