“Il piano vaccinale sta squadernando tutta l’inadeguatezza organizzativa”

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Di Erika Picariello 

Il piano vaccinale sta squadernando tutta l’inadeguatezza organizzativa dei servizi della nostra provincia.

Non per responsabilità degli operatori ma per l’inefficacia organizzativa di chi lo ha pianificato: attraverso il
coinvolgimento dei comuni piuttosto che dei distretti si è determinata una sperequazione territoriale per cui chi non aveva strutture pronte  ha determinato un disallineamento di ciò che avrebbe
dovuto procedere in parallelo: gli interessati scaglionati per ordine di priorità ed il luogo di residenza. Solo per questo obiettivo avrebbe potuto essere funzionale il coinvolgimento dei comuni ed esattamente ciò che non si è verificato. Lo constatiamo da ciò che sta accadendo al personale della scuola
Di fatto col ritardo del Comune di Avellino tutto il processo è stato ritardato ed i docenti e gli ata,  indipendentemente dal loro luogo di residenza , si recheranno dove il sistema li collocherà avendo esaurito lo scaglione precedente degli ultra ottantenni come nel caso di Ariano.
A questo aspetto regionale si aggiunge una considerazione di natura più generale che noi abbiamo posto fin dal primo momento.
Se un Governo lascia alla responsabilità morale dell’individuo la scelta di fare o meno il vaccino, di fatto lascia senza tutele quelle categorie di persone più esposte che, in questo momento, sono implicitamente fortemente orientate a vaccinarsi per proteggersi.
In mancanza di un atto legislativo viene meno anche un pezzo di governance di un processo,  perché il personale della scuola è messo nelle condizioni di recarsi a fare il vaccino in qualità di semplice cittadino e non lavoratore, quindi senza un sistema di tutele contrattuali (banalmente, che permesso prendere? oppure in caso di reazioni anche prolungate il docente precario che ha solo 30 giorni di malattia retribuita resterebbe a casa anche senza stipendio?) e sanitarie ( non abbiamo inteso di un protocollo di controllo nei tempi successivi agli effetti più prossimi).
E’ inoltre abbandonato al suo destino il servizio di istruzione perché da un giorno all’altro, e ci hanno segnalato che ciò sta già accadendo, come del resto era presumibile, le scuole potrebbero svuotarsi anche per un solo giorno e non sapere come garantire il diritto allo studio per la difficoltà di avere supplenti per una sola giornata.
E’ davvero stupefacente constatare che si possa essere paladini del diritto allo studio a giorni alterni e a seconda delle proprie comodità e dello spot che va propinato all’opinione pubblica o ai propri elettori.
La Flc Cgil ha organizzato un attivo, con i propri iscritti, RSU e Terminali associativi il giorno 26 febbraio, alle 18.30, invitando il Segr. Reg. di categoria, Ottavio De Luca e il Segr. Gen. CGIL, Franco Fiordellisi allo scopo di sollevare attenzione sulle tutele contrattuali e sanitarie in questa fase vaccinale. Riteniamo che queste tutele non riguarderebbero solo il mondo della scuola ma i lavoratori tutti.