La politica recuperi il buon senso e ritorni tra la gente

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E’ il tempo della riflessione per cercare di scegliere al meglio chi dovrebbe governare il nostro Paese. Il condizionale è d’obbligo, visto che con l’attuale sistema elettorale che tutela molto poco il proporzionale e le diverse posizioni, saremo inevitabilmente costretti ad un presidente del Consiglio che possa accontentare le forze politiche che avranno maggior peso nel Parlamento che verrà. Per questo occorre scegliere bene e dare forza alle persone che maggiormente possano tutelare democrazia ed istituzioni. Quel che emerge di certo dalle proposte attuali, è il fatto che sono molte le formazioni partitiche con esponenti di vecchia data che, dopo anni di politiche clientelari e con evidenti trasformismi, si sono di certo poco interessati a territori comunque abbandonati e riscoperti solo come bacini elettorali, magari con clientelistiche promesse dell’ultima ora. La verità è una: siamo in presenza di una politica ” vecchia” dopo anni in cui è stato difficile fare politica, intesa come rinnovamento e confronto di idee. Di fermenti giovanili non vi è traccia, le stesse “sardine” che invasero Bologna sono ormai polverizzate e sono sempre più scarsi i collegamenti tra candidati ed elettori , da cui dovrebbero scaturire doveri di responabilità e rappresentanza. Sono da sempre dedito alla scuola ed ho partecipato, con sofferenza , ad un periodo di somma burocratizzazione di una agenzia educativa , spesso aperta dal Tar a distanza solo come servizio sociale, con una cura pedagogica ormai affidata solo ad insegnanti di buona volontà, con riconoscimenti economici molto scarsi e soddisfazioni morali non scontate in una società che tende a monetizzare tutto. Da sempre faccio riferimento alla figura del De Sanctis, il primo a volere la scuola – laboratorio in cui magari venisse meno anche la cattedra ma mai il rispetto e la cura per la formazione morale. Negli anni del disagio pandemico, purtroppo non finito, ho sempre cercato di ritrovare in presenza come in Dad, l’orizzonte di senso verso cui indirizzare i nostri ragazzi perchè l’educazione è un “educere naves ex portu” Senza fare mai indottrinamenti di alcun tipo, ho sempre indotto i giovani ad una politica attiva possibile solo informandosi per dare il ,meglio attraverso studio , impegno e creatività. Le sfide sono tante e mentre tuti si affannano a scrutare i segreti dell’Agenda Draghi ( che non c’è) vi è già quell”agenda 2030 che richiama l’umanità a sfide urgenti e non prorogabili mentre giacciono protocolli ambientali che non sono neanche firmati da tutti i Paesi che dovrebbero davvero prendere le distanze dal nucleare, minaccia esistenziale per tutti. Quando mi rivedo tra i banchi di liceale, gli stessi tra i quali mi adopero come docente ripenso al mio libro di educazione civica che aveva sulla copertina un profetico 1992, che ispirò anche la canzone vincitrice di quell’Eurovision song contest che vide trionfare Cutugno e che parlava di popoli uniti sotto lo stesso cielo. Dopo 30 anni di tanti ideali sono rimasti solo quegli euro che stanno perdendo valore mentre il trofeo dell’Eurovision passa di mano in mano tra il ” rumore” dei Maneskin e la nenia dell’Ucraina che non basterà , purtroppo a riportare la musica a Kiev, mentre è stato molto più facile fare scendere maestri dal podio, cancellare la memoria di letterati solo perchè russi, facendo cadere nel vuoto la comune esigenza di pace, perchè in guerra , come ricordava Ungaretti piangono tutti eppure ci dovrebbe essere ancora spazio per quel biliardo celebrato da Umberto Saba in quel Caffè Tergeste dove si attardavano l’Italo e lo slavo. A scuola in questi anni difficili, non mi sono mai stancato di cercare il giallo de “I limoni” di Eugenio Montale o della Ginestra di Giacomo Leopardi perchè è questo il tempo della social catena….e Pascoli e Verga, riproposti alla scorso esame di Stato vanno recuperati non come autori sicuramente svolti in programmi mal completati in un anno altalenante fra tamponi e positivi ma come uomini che ci hanno ricordato che anche la scienza può fallire e che serve tanta attenzione per evitare di essere travolti dalla fiumana del progresso, come dalle alluvioni del cambiamento climatico. Si voti bene, secondo coscienza, con il coraggio di guardare in prospettiva, con la speranza di una politica che recuperi le doti del buon senso e che torni davvero tra la gente..

Pellegrino Caruso