Mobilità scuole medie, non c’è il controesodo: tornano in Irpinia solo 50 docenti

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Sono numeri deludenti quelli che restituisce il primo esito della mobilità relativo alla primaria. Lo sottolinea Antonio D’Oria, segretario provinciale della Uil scuola: «Sono 92 i trasferimenti all’interno della provincia con 6 passaggi dall’infanzia alla primaria e 26 da fuori provincia, di cui 24 trasferimenti e 2 passaggi dall’infanzia. A questi numeri devono aggiungersi i 5 trasferimenti in uscita, docenti che lavoravano in Irpinia pur provenendo da altre province. Se consideriamo il numero dei docenti che avevano presentato domanda, le cifre dei trasferimenti, molti dei quali ottenuti grazie alle precedenze acquisite, sono esigue e certamente non risolvono il problema delle migliaia di docenti irpini entrati di ruolo fuori provincia. Il malcontento c’è ed è tanto. A ciò si aggiungono le code dei ricorsi effettuati dai docenti trasferiti, per molti dei quali mancano ancora i giudizi di meriti o comunque i Tribunali non hanno dato esecutività alle sentenze. Tuttavia, si tratta di numeri largamente previsti considerando il calo demografico e dunque la diminuzione della popolazione scolastica soprattutto in Alta Irpinia. Quello che chiediamo come Uil è che si trasformi l’organico di diritto in organico di fatto, così da ottenere un maggior numero di posti. Penso, ad esempio, alle cattedre rimaste vuote che saranno coperte tra incarichi, assegnazioni e utilizzazioni». Qualche speranza in più per i docenti degli altri ordini di scuola: «il numero dei candidati è inferiore, relativo solo ad alcune classi di concorso e non c’è stata una flessione così netta della popolazione scolastica. Il 19 giugno si conosceranno i trasferimenti relativi all’infanzia, il 4 lugli gli esiti della mobilità per la secondaria di primo grado, il 20 luglio quelli relativi alla secondaria di secondo grado, il 30 giugno per i docenti di religione e il personale educativo, il 24 luglio per gli Ata». E sulle assegnazioni provvisorie D’Oria chiarisce: «Ritengo che sia giuridicamente impossibile stabilire un vincolo triennale per la domanda che risponde ad un’esigenza di famiglia ed ha validità annuale».