Politica in crisi, Berlusconi for president?

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Mai la politica era scesa così in basso e i partiti politici, in crisi di identità, lontani dal ruolo assegnato loro dalla Costituzione, incapaci di rinnovarsi, senza più ideologie e neanche idee se non la conquista del potere. I Draghi è stata la soluzione, brillante ma temporanea, sostituendosi al governo dei partiti, di dar loro la possibilità di rigenerarsi ritrovando i valori delle grandi correnti del pensiero liberale e popolare della prima Repubblica. In questo clima non appare indecente a molti cittadini, ormai assuefatti al peggio, l’impudente proposta, sponsorizzata da Mediaset e dai social che controlla, di candidare Berlusconi al Quirinale.

Egli stesso dice di avere il 15% delle possibilità, ma se si potessero aggiungere in Parlamento ai voti di Forza Italia, dei due Matteo e della Meloni quelli delle olgettine e gli iscritti al libro paga delle sue aziende avrebbe una maggioranza bulgara. In questo squallore c’è anche chi la mette in conto ad una analisi politica come il nostro amico Gianfranco Rotondi, politico serio e poco alieno al plauso padronale, che dice:” La seconda Repubblica è incinta da 27 anni della riforma presidenzialista, progettata ai tempi del tentativo Maccanico, sempre inserita nei programmi del centro-destra, mai realmente avviata. L’elezione di Silvio Berlusconi al Quirinale aprirebbe finalmente questa possibilità e Silvio sarebbe il solo Presidente capace di accompagnare la riforma dimettendosi dopo 18 mesi, al compimento del percorso di riforma costituzionale.”

Il fatto che Berlusconi sia un pregiudicato, condannato con sentenza passata in giudicato, per frode contro lo Stato è solo un dettaglio che si può perdonare in una classe politica, in gran parte, di transfughi, ladri e corruttori. Nonno Libero, al secolo Lino Banfi, si è già proclamato suo sostenitore e sponsor. I due Matteo, la Meloni e quel che resta di Forza Italia, non vedono l’ora di avere un campione di tal fatta a rappresentare l’Italia.

Tante altre “qualità” berlusconiane sono considerati dettagli come i molti processi finiti nel nulla per leggi ad personam, prescrizione perseguita con dovizie di mezzi e di difensori portati anche in Parlamento, che non si era vergognato di votare che Ruby, marocchina che chiavava “papi” il Premier, fosse nipote di Mubarak, Presidente egiziano. Il premier delle cene allegre di Arcore che si concludevano nel “lettone di Putin”; dei costosi regalini alle olgettine e di tante altre avventure del genere; del conflitto di interessi in quanto concessionario di un servizio pubblico; dei tanti processi ancora in corso come il Ruby ter cui sfugge per improvvisi malori e ricoveri al San Raffaele in occasione delle udienze. Dettaglio è pire la lettera di Veronica Lario, che gli ha dato tre figli, a Repubblica del 31. 1. 2007 che annuncia di aver chiesto il divorzio per dignità personale, denunciando – in altra occasione- che “il ciarpame politico” non faccia scandalo e che quasi nessuno si stupisca e che “per una strana alchimia il Paese tutto conceda e tutto giustifichi al suo <imperatore>”.

Ed altrettanto è  un dettaglio che la sua azione di governo è stata un totale fallimento come hanno riconosciuto gli altri partner europei e i mercati che lo hanno costretto ad uscire da palazzo Chigi per la porta di servizio. Dettaglio è la copertina dell’Economist che raffigura Berlusconi con la seguente didascalia: “Why Silvio Berlusconi is unfit to lead Italy” (Perché Silvio Berlusconi non è adatto a guidare l’Italia). Non è molto lontano dal vero Gino Strada, il fondatore di Emergency, che afferma: “Quando si è governati da una banda dove la metà sono fascisti e l’altra metà sono coglioni non c’è una grande prospettiva per il Paese”. Ci auguriamo che il Parlamento sappia ritrovare la propria dignità e quella dell’Italia, Altrimenti non ci resta che piangere.

di Nino Lanzetta