Addio al presidio ospedaliero di rilievo nazionale. Scoppia il caso Landolfi, Morsa (FpCgil): “Perse decine di posti di lavoro. Pronti ad azioni di protesta”

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Una perdita gravissima per tutto il territorio irpino. Non usa giri di parole il Segretario Generale della FpCgil di Avellino, Licia Morsa.

“Nel 2018, per salvare il presidio ospedaliero Landolfi, la Regione decise di emanare il decreto 29, che lasciava alla struttura tutte le sue prerogative in merito ad autonomia e gestione, addirittura implementandole. Il tutto solo sulla carta ovviamente. Più di duecento dipendenti con tutte le specialità e i servizi canonici previsti in un presidio ospedaliero territoriale potenziato, con picchi di qualità in merito soprattutto all’orto traumatologia, alla riabilitazione, alla neuro- fisiopatologia, all’unico reparto di degenza di nefrologia della Asl e a tanto altro. Tutte eccellenze di cui oggi non rimane praticamente nulla. Venti posti “attivabili” di medicina generale con bassa richiesta assistenziale; personale medico che a breve potrebbe non essere sufficiente a coprire i turni ordinari; la Psichiatria che rimane legata ad una struttura che, di fatto,  non può considerarsi più un ospedale”.

 

Un situazione, di fatto, inaccettabile per il Segretario Generale.

“Siamo in attesa di capire che fine farà il personale superstite, a cui nel 2018 non è stata data una vera possibilità di scelta e che ha subito, insieme alla popolazione, tutti gli effetti di queste inadempienze che hanno portato alla perdita di un centinaio di posti letto ordinari e alla chiusura di un pronto soccorso territoriale. E ricordiamo che stiamo parlando di un bacino che arriva fino ai confini con il territorio salernitano. Inoltre, non si contano le perdite di posti di lavoro tra addetti alla mensa, alle pulizie e all’indotto tutto”.

Dal canto suo la FpCgil è pronta a promettere battaglia.

“La nostra organizzazione sindacale – continua Morsa –  già da tempo ha srotolato le bandiere che teneva arrotolate. Lo ha fatto proprio durante la campagna elettorale per le elezioni regionale caratterizzata da tutte queste false promesse. A differenza di chi parlava di finanziamenti, assunzioni e concorsi a pioggia, noi abbiamo sempre fatto la nostra parte. Solofra rappresenta un esperimento fallito, o perlomeno, mancano pochi giorni al totale fallimento. Purtroppo lavoratori e cittadini sono in balia delle onde”.

 

L’auspicio è che l’ennesima richiesta di un tavolo tecnico non rimanga lettera morta.

“Chiediamo chiarezza e, soprattutto, che venga fatta rapidamente. Nei giorni scorsi abbiamo chiesto l’ennesimo incontro sulla questione dell’ex nosocomio solofrano. Da parte nostra siamo sempre pronti a fare, per quello che ci compete, la nostra parte. Noi siamo coloro  che tutelano, in quanto Funzione Pubblica,  lavoratori e cittadini. Non ci lasciamo affascinare  da “ospedaletti sotto casa”, né da rendite di posizione di pochi a danno di tanti. Per svolgere al meglio il nostro compito che, va ricordato, non è un lavoro ma una passione,  chiediamo solo che chi di dovere si ricordi di ragionare anche con noi. Noi che siamo e rappresentiamo quelli che qualcuno definisce “eroi” e che, in realtà, oggi rischiano di essere i più bistrattati”.

 

Di fatto, non bisogna più perdere ulteriore tempo.

“Aspettiamo la convocazione di chiarimento ufficiale da parte del Moscati – conclude Morsa –  che vedrà una delegazione di lavoratori del Landolfi, oltre ai referenti sindacali della FpCgil provinciale e di presidio. Tutto ciò che verrà detto in quella sede sarà pubblico, sperando che si esca da polemiche e strumentalizzazioni di comodo”.