Alla ricerca del Pokemon perduto

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Estate è sinonimo di leggerezza. Ci vestiamo di tessuti impalpabili, usiamo calzature formate solo da tre striscioline di pelle o di stoffa, accorciamo gli orli delle gonne e dei pantaloni, scegliamo persino gli accessori e i gioielli di materiali più leggeri come la plastica e, di pari passo con l’abbigliamento, tentiamo di alleggerire la testa dai problemi e dalle preoccupazioni quotidiane. La conversazione diventa frivola e sotto l’ombrellone o in una baita di montagna si parla di moda oppure dei flirt delle veline, si critica la suocera e i lati pessimi del carattere che la genetica ha trasmesso a colui o colei che malauguratamente anni fa abbiamo sposato. L’argomento principe delle vacanze è la meteorologia e quest’anno si ragiona di come la stagione scivoli senza fenomeni eclatanti, in barba alle più nere previsioni che a primavera minacciavano un’estate tra le più calde dell’ultimo secolo, caratterizzata da bolle di calore tali da decimare la popolazione anziana delle maggiori città italiane. Conversare è un’arte e come esercizio di stile va benissimo applicarsi con il repertorio descritto fino ad ora; va altrettanto bene mantenere la mente in esercizio sotto l’ombrellone con le parole crociate; è perfetto passare il tempo in compagnia di un libro, anche non necessariamente un mattone, ma che tratti di argomenti piacevoli e divertenti. Siamo nell’era social e quindi sì alle chat, a messenger, a twitter e a tutti gli strumenti del web che danno la possibilità ai vacanzieri di condividere in rete foto e commenti di tramonti sul mare o panorama mozzafiato delle Alpi. L’esigenza di comunicare al mondo intero di essere in viaggio serve sia ad avvertire i ladri che la casa è libera sia a provocare l’invidia di chi purtroppo legge e vede da casa o, peggio, dal posto di lavoro. Via libera a tablet e smartphone per foto ad alta definizione e chiamate ai parenti e amici, ma per favore cerchiamo di astenerci dal cadere nel tormentone dell’estate 2016, ossia il Pokemon go. A beneficio dei meno informati: la Nintendo ha inventato questo nuovo gioco che si avvale della geolocalizzazione tramite Gps e funziona scaricando l’applicazione sul proprio iphone. Lo scopo del gioco è la ricerca in giro per il mondo dei vari Pokemon da catturare e far combattere in luoghi denominati palestre. Nick, un ragazzo americano, ha annunciato di aver catturato 142 mostriciattoli dopo aver percorso oltre 200 km a piedi e aver perso di conseguenza quasi 10 chili di peso, ma gliene mancano ancora cinque inediti e tre speciali che sono catturabili solo in luoghi specifici nel mondo. Ora Nick progetta un viaggio che toccherà i siti dove risiedono i Pokemon leggendari per i quali sia l’ ubicazione che la modalità di cattura sono ancora avvolte in un alone di mistero. Non è difficile vedere nelle nostre strade persone che camminano con l’iphone davanti agli occhi per verificare la presenza di mostri da catturare, talmente rapiti dalla caccia da provocare incidenti tra auto o da investire pedoni perché distratti alla guida! La sana leggerezza estiva è diventata stupidità e incoscienza: tra i turisti che sostano intorno al Colosseo c’è sempre qualcuno che, da quando sul web si è diffusa la notizia, mai ufficialmente confermata, che Roma sia la città scelta per essere sede di un Pokemon continentale, noncurante della bellezza del monumento simbolo dell’Italia, si aggira con il cellulare in preda al delirio della cattura. Follie d’estate o forse solo follie!
edito dal Quotidiano del Sud