Associazione della Terza età: istruzione e socialità

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Graziella Di Grezia e Rita Imbimbo

Percorsi – La rubrica a cura di Monia Gaita

“L’Associazione della Terza Età – Università Irpina del Tempo Libero” è una realtà prospera ad Avellino da oltre un trentennio. Oltre a rendere più efficaci i vincoli di solidarietà tra gli iscritti, estende la cultura e il messaggio educativo, in una sfaccettata mobilità di campi, a un’ampia comunità di fruitori. In prima linea nella conduzione delle attività, si attestano la presidente, Rita Imbimbo, insegnante nella Scuola Primaria, e il medico radiologo, Graziella Di Grezia, membro del Consiglio Direttivo.

Dottoressa Graziella Di Grezia, come e quando è nata l’associazione?

L’associazione nacque nel 1989 presso la Casa di Riposo Alfonso Rubilli. Nel 1995 venne eletto a presidente mio padre Francesco, primario di Geriatria all’Ospedale Moscati di Avellino per 20 anni. Rimase in carica fino al 2011, dopodiché gli subentrò nel ruolo Rita Imbimbo, con una spiccata e naturale disposizione per il volontariato.

Presidente Rita Imbimbo, quali sono i corsi dell’Università e come funziona l’organizzazione?

Nell’attuale sede di via Preziosi, alle spalle del tribunale, si tengono circa 60 corsi accademici sulle più disparate aree del sapere: Arte sacra, Avellino nella storia, Cinema, Giornalismo, Comunicazione, Diritto Civile, Diritto Tributario, Letteratura Italiana, Letteratura Latina e Greca, Medicina, Informatica, Inglese e tanti altri. Ci sono poi, i laboratori di canto, quelli manuali di cucito, feltro, decoupage. Gli anziani creano gioielli, pitturano, lavorano al telaio nella maglieria, praticano teatro, tombolo e uncinetto.

Come viene gestita l’Università?

L’Università si regge sulle quote associative. La scorsa iscrizione è stata determinata in 110 euro all’anno per tutte le proposte, ballo e ginnastica inclusi. Per il prossimo anno accademico, poiché le attività a causa del Covid si sono svolte online anziché in presenza, abbiamo deciso di abbassare i costi per i nostri soci. L’anno accademico inizia a ottobre e si conclude a maggio con lezioni e laboratori sia di mattino che di pomeriggio. Mentre i discenti possono seguire indipendentemente dal titolo di studio, anche con la 5ª elementare, i docenti invece, sono molto qualificati e prestano la loro opera a titolo gratuito. La nostra è un’associazione di promozione sociale. Ogni lezione dura un’ora e gli insegnanti possono pianificare il proprio ciclo con flessibilità. Alla fine, ai frequentanti viene rilasciato, a richiesta, un attestato.

 Una lezione all’università.

Dottoressa Graziella Di Grezia, in che modo il Covid ha influenzato la didattica?

Purtroppo da un anno e mezzo abbiamo dovuto chiudere la sede. Per i nostri iscritti è stata una rinuncia dolorosa. L’associazione è un’eccellente panacea per combattere la solitudine, soprattutto per le persone anziane con figli e nipoti occupati o lontani. È uno strumento per interagire, fare amicizia, sviluppare le reti della solidarietà. Parecchi di loro si incontrano anche al di fuori dell’università, cenano insieme, vanno a teatro la domenica pomeriggio, partecipano a convegni, gite, manifestazioni. È uno sfogo vitale. In questo periodo abbiamo cercato di resistere e di preservare il legame tra gli associati. Sulla pagina Facebook e il canale You Tube sono stati postati più di 200 video e interessanti contenuti visionabili anche dai non iscritti. Abbiamo provato a sovvenire alle necessità di tutti: anche chi è senza computer ha potuto accedere ai contributi digitali tramite Whatsapp. A ogni iscritto inviamo un link cliccando il quale potrà acquisire gli interventi registrati sia dei docenti che dei soci. Quindi Internet ha configurato una risorsa utilissima avvicinando all’associazione anche chi non lo aveva mai fatto. Ha allargato la platea dei visitatori che hanno potuto guardare i video quando volevano, senza dover soggiacere a un orario fisso.

Presidente Rita Imbimbo, i giovani partecipano alle vostre iniziative?

La nostra struttura ha sempre favorito la partecipazione dei giovani. Da noi si studia la musica e si sono esibiti anche ragazzi talentosi che poi hanno fatto carriera, come Daniela Fiorentino. Da noi non vengono solo gli anziani. Non siamo un circolo privato, ma un’associazione aperta a tutti. Qualche anno fa ricordo che una bambina frequentò un laboratorio manuale e alla fine del percorso la premiammo con una coppa.

Dottoressa Graziella Di Grezia, avete avuto momenti difficili?

Quando dovemmo lasciare l’edificio del Rubilli fu dura. Dal 2015 al 2016 fummo ospitati all’Hotel de la Ville grazie alla generosità della proprietaria. E comunque, quello sfratto segnò un momento mortificante anche per me che fin da bambina con papà e mamma (Marisa Imbimbo), avevo sempre collaborato a tutte le iniziative. Fu allora che i miei genitori comprarono il locale dell’odierna sede. Oggi tratto questa istituzione con la stessa cura con cui tratto i miei familiari.

Per quali motivi consigliereste l’iscrizione all’Università Irpina del Tempo Libero?

Mantenere la mente allenata è fondamentale. Le attività manuali compongono un esercizio positivo che rema contro lo scoraggiamento e la malinconia. Gli anziani imparano senza la tensione e lo stress degli esami e delle interrogazioni, recuperano l’amore per il sapere e incontrano nuovi amici. Il compito educativo viaggia di pari passo con quello della socialità. La solitudine è uno dei fattori più immunodepressivi che esista.