Cav Nemesi: uno spot per sensibilizzare sul tema della violenza sulle donne

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5 minuti per raccontare il lavoro di donne, professioniste, in favore di altre donne: un video realizzato per trasmettere l’impegno quotidiano delle operatrici del Centro antiviolenza Nemesi, coordinatrice Speranza Marangelo. Il Centro Nemesi, istituito dal Consorzio dei Servizi Sociali Ambito A/5 di Atripalda, con una complessa azione di contrasto alla violenza di genere è al servizio dei 28 comuni consorziati con una popolazione di oltre 100.000 abitanti. La sede è a Solofra presso Palazzo Sant’Agostino.

Dalla sua inaugurazione nel 2016, il Centro antiviolenza sulle donne NEMESI ha avuto oltre 50 contatti, 16 le donne seguite ufficialmente nel percorso di recupero. Con l’importante Progetto “Svolte” promosso dalla Regione Campania, 4 donne sono state avviate al lavoro. particolarmente delicato l’approccio con i figli onori delle donne abusate: 22 giovanissimi che hanno assistito purtroppo alle violenze in famiglia.

Nel video presentato a Palazzo Macchiarelli di Montoro c’è l’esempio della campagna di sensibilizzazione verso il doloroso e purtroppo attuale tema della violenza contro le donne: non un volto tumefatto di donna, ma il suo percorso dalla terribile realtà di violenze fisiche e psicologiche quotidiane a quello della presa di coscienza anche la vita può essere diversa lontano dal proprio carnefice, grazie all’aiuto di altre donne. Sullo sfondo c’è il mare, il racconto affidato alla coordinatrice Cav Nemesi Speranza Marangelo,

l’assistente sociale Annalisa De Vito, l’avvocato penalista Carmela Giaquinto, la psicologa Teresa D’Auria e l’avvocato civilista Stefania De Martino. Le voci bianche sono Serena Spiezio e Cristian Tolino.La regia affidata ad Enzo Marangelo, riprese e montaggio Nicola Cerzosimo.

Dichiarazione coordinatrice Cav Nemesi, Speranza Marangelo:

“Abbiamo contaminato tutti i nostri servizi e le realtà che ci circondano , i bambini dei nostri laboratori teatrali nelle scuole statali, le mamme dei nostri asili nido, e le giovani generazioni e le famiglie tutte. Hanno partecipato tutti i nostri esperti a partire da chi si occupa di teatro , passando per la povertà educativa, fino alla mediazione culturale. Abbiamo cominciato noi a dare l’esempio perché le povertà sociali sono un problema di tutti!”