De Luca, dietro lo sceriffo

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Nonostante il gradimento sempre alto delle sue performance televisive e i toni sempre guasconeschi, stanno cominciando a venir fuori crepe e magagne nel mondo finora incantato di De Luca, ironicamente descritto da Crozza. E’ come se improvvisamente la abile narrazione deluchiana – fatta di boutade, di offese verso gli avversari e di prese di posizione decisioniste – abbia cominciato a mostrare toppe sempre più difficili da rappezzare.

Certo, De Luca ha dalla sua la trionfale cavalcata con cui a settembre si è riguadagnato la riconferma e il diritto ad altri anni di permanenza a palazzo S. Lucia. Questo grazie alla sua gestione decisa della prima emergenza covid, dimostratasi determinante per la vittoria. Ma complici certamente anche le divisioni e i veti reciproci delle forze di centro-destra, che hanno portato alla candidatura debole di Caldoro, zavorrata da una insormontabile sensazione di dejà vu.  Non si sa se l’ex sceriffo anche stavolta abbia fatto ricorso alle fritture di pesce orgogliosamente citate nella precedente competizione Certo, ha utilizzato tutti i mezzi che l’ordinamento mette a disposizione di quei politici, ormai quasi onnipotenti, definiti impropriamente governatori. Impropriamente perchè governare significa anche – quando necessario – sapersi assumere responsabiità di decisioni difficili da digerire. Invece essi,  sempre pronti a reclamare coinvolgimento e compartecipazioni a scelte di potere politicamente redditizie, appaiono restii ad adottare provvedimenti impopolari come un lockdown. Lo vorrebbero, però (secondo le indiscrezioni che filtrano dai palazzi del potere) dal Governo!

L’energica gestione della prima emergenza da parte di De Luca aveva avuto la potenza di far dimenticare all’opinione pubblica campana le molte cose nascoste sotto il tappeto dalla accorta regia auto-pubblicitaria del personaggio. Solo i servizi televisivi ricordavano la realtà dietro le quinte. Le formiche tra i degenti al S.Paolo di Fuorigrotta. I pazienti curati sul pavimento all’ospedale di Nola e le durissime parole del vescovo di quella diocesi:“Le colpe partono dai vertici delle istituzioni e del sistema sanitario”. La questione dei controlli insoddisfacenti da parte della Regione, drammaticamente riproposta da alcune vicende. La truffa dei cartellini al Loreto Mare. L’arresto dei responsabili di centri di diagnostica del napoletano e del casertano convenzionati, per rimborsi di prestazioni non effettuate. Infine, la nomina di manager delle Asl non sempre competenti o all’altezza della situazione. Per giunta, lo stesso accentramento del potere decisonale nella figura del Presidente e dei suoi più stretti collaboratori ha portato a un rinvio quasi totale delle decisioni meno urgenti, minando la funzionalità dell’istituto regionale! La tv mostra le attuali difficoltà, accresciute dalla inadempienza dei governatori (compreso De Luca) circa l’aumento dei posti di rianimazione e di terapia intensiva concordato con il governo. E le testate giornalistiche titolano:”Niente posti letto in Campania e per i tamponi arriva l’esercito”. Fino al drammatico annuncio: “Ospedali al limite, nelle rianimazioni precedenza  a chi ha speranza di vita”.

Negli ultimi tempi, perfino la narrazione del governatore campano si è fatta ripetitiva. I toni rimangono altisonanti, quando non sprezzanti. Eppure essa si è ridotta alla sola, ossessiva richiesta di lockdown, divenuta un mantra negli ultimi giorni. Tuttavia non può sfuggire a un politico come De Luca, buon conoscitore del territorio che amministra, che la situazione richiederebbe interventi urgenti, ma mirati. E proporzionati alla estrema diversità delle situazioni locali, zonali e provinciali! Perciò la richiesta al governo di varare un lockdown generalizzato è la prova provata della difficoltà di De Luca nell’adottare scelte fortemente penalizzanti per le categorie economiche e sociali delle aree costiere e a maggiore densità abitativa, dove maggiori sono i contagi e le sue percentuali di consenso! Insomma i suoi toni ultimativi nascondono, oggi, una situazione di debolezza politica che rischia di diventare esplosiva in caso di ulteriore, grave peggioramento della situazione!

di Erio Matteo