“Fermiamo la spirale di intolleranza e violenza. Prima che sia troppo tardi”

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Dopo i casi del ragazzo nigeriano che non è stato fatto salire sul bus (il 5 dicembre scorso), dello studente cinese picchiato (a fine gennaio) e della donna cubana offesa da un avellinese (l’altro ieri), il segretario generale della Cgil di Avellino, Franco Fiordellisichiede a cittadini e istituzioni un’assunzione di responsabilità e maggiore sensibilità per arginare un fenomeno che altrimenti potrebbe diffondersi pericolosamente nella società irpina.
«Continuano – dice Fiordellisi – atti intimidatori e di violenza verso cittadini che lavorano e risiedono normalmente ad Avellino e in Irpinia, questa è una vergogna. Cosa siamo diventati? Perché si agisce e ci comporta in modo violento, verso l’altro, il diverso?».
«Non possiamo accettare, ove fosse pensato da qualcuno come una giustificazione, che la deprivazione materiale e immateriale faccia venir meno la civiltà e la cultura del vivere in comunità».
«In questo frangente storico-sociale, dobbiamo contrastare tutte queste violenze che non devono essere derubricati a “Episodi isolati perché siamo brava gente” non lo accettiamo perché sono di fatto un virus virulento che se non adeguatamente contrastato con strumenti certi ed efficaci creerà problemi, più di quanti già non ve ne siano».
«Così è sempre più importante e necessario il contrario, ovvero è fondamentale costruire un racconto di interpretazione del mondo, con lo scopo di cambiarlo in meglio, liberare le persone dalla paura dell’altro che abbiamo accanto, mettere in atto una vera e propria battaglia di conoscenza, che diventa, di fatto, strumento concreto di vita, tale da migliorare l’esistenza».